BETA nonprofit public democratic european moderated

Search

#šole

La Segretaria dei Giovani Democratici Virginia Libero è nata nel 1998, l’anno in cui nelle sale italiane usciva “Aprile”. In quel film Nanni Moretti, guardando in tv un dibattito con Berlusconi, urlava contro la tv chiedendo a D’Alema di dire “qualcosa di sinistra”. Sono certo che la capitana dei giocatori della primavera del PD, alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia, abbia pensato di dire qualcosa di sinistra nel momento in cui ha trasformato il trito e ritrito manifesto pacifista in un elogio della diserzione. E invece così facendo ha in realtà contribuito a dimostrare l’assunto per cui la pace e il pacifismo sono diventati strumenti che un pezzo della sinistra non riesce più a maneggiare senza provare imbarazzo, intrappolata com’è tra chi li brandisce ormai come fossero categorie dello spirito e chi pretende invece che vengano coniugati come un rifiuto delle sole guerre di aggressione. Di certo, chi confidava che dal laboratorio della futura classe dirigente Dem emergesse un pensiero articolato e nuovo, si è trovato davanti ad una semplificazione buona per un discorso da aspirante miss, che taglia argomenti complessi in linee rette, che non distingue le armi impugnate per opprimere i popoli da quelle utilizzate per resistere e difendere la propria famiglia o la propria nazione. Ho colto nel discorso della giovane Virginia soprattutto la scarsa consapevolezza del privilegio di appartenere ad una generazione che la guerra non l’ha mai vissuta sulla propria pelle in un paese che dalla guerra è uscito grazie proprio a chi ha combattuto anziché disertare. Il diritto di non impugnare un’arma lo deve a chi ottant’anni fa è morto perché non ha avuto la sua stessa possibilità di scegliere ed anche a chi, ad una manciata di chilometri da noi, alla sua stessa età, è, suo malgrado, immerso nella polvere e nel fango delle trincee, non solo per permettere alla propria nazione di continuare ad esistere, ma anche perché in Europa si possa ancora credere che democrazia e libertà crescano spontaneamente sugli alberi e persino che la diserzione sia un valore, anziché un gesto di arroganza ammantato di etica. L’Italia non può costruire un futuro di diritti e di libertà sulla presunzione di generazioni che non guardano indietro e non si guardano attorno. Cara Virginia, vieni anche tu in Ucraina e potrai fare entrambe le cose: abbracciare quelli che potrebbero essere tuoi fratelli che lottano per ciò per cui hanno combattuto i tuoi nonni, per dare un giorno anche ai loro figli e nipoti la possibilità, sbagliando, di rivendicare il tuo stesso diritto di disertare. #Politica #Sinistra #Pacifismo

El Sevilla FC ha invitado por sorpresa a Soledad y Franlu a conocer a toda la plantilla. Soledad sufre grave acoso escolar y Franlu, epilepsia. Ambos tiene al Sevilla FC como un gran punto de apoyo en su vida. Precioso momento y gesto del club. https://t.co/LNX7DAECHD #SevillaFC #AcosoEscolar #Solidaridad

Riportiamo questa foto che sta circolando sui social ed è stata pubblicata anche da alcune testate giornalistiche che ne hanno già parlato. Gli striscioni sarebbero apparsi a Nepi nelle ultime ore. «Sappiamo leggere i bilanci… Consob e Istituzioni i tuoi agganci» «Vai cercando i mandanti? La totalità del Popolo Laziale… tutti quanti!» «Libera la Lazio» Il messaggio che arriva da questi striscioni è chiaro: mentre intorno all’inchiesta continua a svilupparsi una narrazione fatta di presunte regie, mandanti e retroscena, una parte della tifoseria continua a rivendicare pubblicamente la propria protesta e la propria autonomia di pensiero. Le indagini facciano il loro corso. Ma raccontare un’indagine è una cosa; utilizzare le ipotesi investigative per mettere in dubbio la spontaneità del dissenso di migliaia di Laziali è un’altra. La protesta continua. E continua alla luce del sole. #Lazio #Protesta #Tifoseria

A quem Cármen Lúcia pediu desculpas? Ontem, no STF, a ministra Cármen Lúcia pediu desculpas ao povo brasileiro. Foi um momento solene, quase comovente. Mas fiquei com uma dúvida inconveniente: desculpas exatamente pelo quê? Seriam para Débora do Batom, que recebeu 14 anos de prisão em julgamento no qual a própria ministra votou pela condenação? Ou para os brasileiros que consideram desproporcionais muitas das prisões e penas decorrentes do 8 de janeiro? Talvez, depois de tantos anos, tenha surgido no Supremo uma descoberta extraordinária: a de que a Constituição também deve proteger aqueles de quem não gostamos. Ou seriam desculpas aos “200 milhões de tiranos”? Talvez a ministra tenha percebido que o brasileiro comum, esse personagem incômodo que trabalha, paga impostos e ocasionalmente insiste em ter opinião própria, não seja afinal um tirano tão perigoso. Ou, quem sabe, as desculpas fossem destinadas a uma plateia mais refinada: juristas, jornalistas e intelectuais que toleraram medidas excepcionais porque acreditavam que elas seriam usadas apenas contra Jair Bolsonaro. A estes, o pedido poderia ser mais específico: “Perdão. Prometemos que a excepcionalidade terminaria quando o inimigo fosse derrotado. Esquecemos apenas de mencionar que poderes extraordinários raramente percebem quando chegou a hora de ir embora.” Desde 2019, Cármen Lúcia esteve lá. Assistiu ao nascimento do inquérito das fake news, aberto de ofício e alvo desde então de intensa controvérsia jurídica. Viu suas fronteiras se expandirem. Participou dos julgamentos do 8 de janeiro. Durante todo esse tempo, críticos denunciaram violações ao devido processo legal, desproporcionalidade de penas e concentração excessiva de poderes. O Supremo rejeitou essas críticas. Agora, quando as divergências e acusações alcançam o interior da própria Corte, surge o constrangimento. É uma peculiaridade humana bastante antiga: o abuso costuma parecer muito mais nítido quando deixa de visitar a casa do adversário e toca a campainha da nossa. Talvez, porém, estejamos procurando profundidade demais onde havia apenas cerimônia. Talvez Cármen Lúcia tenha pedido desculpas simplesmente porque, diante do espetáculo de ontem, alguém precisava parecer constrangido. Uma espécie de “foi mal, pessoal” institucional: suficientemente grave para os jornais da noite, suficientemente vago para não reconhecer erro algum. Afinal, pedir desculpas sem dizer pelo quê é uma invenção admirável: preserva-se a aparência do arrependimento sem o inconveniente de assumir responsabilidade. Não sei a quem Cármen Lúcia pediu desculpas. Mas seria útil que explicasse. Se acredita que o Supremo cometeu excessos, diga quais. Se entende que direitos fundamentais foram violados, diga quando. Se considera que penas foram desproporcionais, ajude a corrigi-las. E, se acredita que nada disso aconteceu, então explique por que pediu desculpas. Porque o Brasil não precisa de uma fotografia de uma ministra constrangida para o Jornal Nacional. Precisa saber do que, exatamente, ela se arrepende. #CármenLúcia #STF #Justiça

Com Trump atacando o Canadá em diversas frentes, chegando mesmo a "brincar" com questões sérias como a anexação forçada do país e a sua transformação em estado americano, o governo canadense vem procurando alternativas, com a Europa aparecendo como uma das mais fortes. Hoje, em sessão solene em Bruxelas, a presidente da Comissão Europeia convidou o Canadá a se tornar o primeiro "membro associado" da União Europeia, abrindo caminho para a quebra de barreiras alfandegárias, livre comércio e uma maior integração em inteligência e defesa. #Canadá #UniãoEuropeia #Trump

rachele 1d

oggi un anno fa iniziava l’avventura di zeudi su twitch. zeudi avrebbe potuto scegliere tante scorciatoie e invece ha scelto la strada più complicata, si è dovuta impegnare perché fare twitch rispetto agli altri social richiede davvero tanto a livello di tempo, idee, configurazioni, scelte da fare.. ha dedicato ore, giornate e settimane a imparare cose nuove e a capire come creare live sempre migliori abbiamo passato tanto tempo insieme a lei, abbiamo vissuto diverse fasi della sua vita durante quest’anno, dai progetti lavorativi alla sua relazione, alla sua famiglia abbiamo passato tutte le festività insieme a lei e ha fatto sentire meno sole tante persone nel mondo che vivevano e vivono momenti complicati. in questo giorno così speciale sono sicura che ci sarà anche carol che festeggerà con noi 🤍 un ringraziamento enorme deve andare alle zeudiners per esserci sempre state durante questo anno, grazie a chi l’ha sempre supportata, portandola fino al primo posto in italia e facendole raggiungere il record italiano di sempre di subs che ancora oggi è nostro. i numeri cambiano, soprattutto sui social, ma ancora oggi zeudi rimane una delle streamer più seguite e con più subs in italia e anche nel mondo. dobbiamo sempre apprezzare non solo quello che abbiamo fatto, ma anche quello che abbiamo oggi. ma sarebbe riduttivo parlare di noi solo attraverso i traguardi raggiunti. io ogni giorno penso a quanto amore abbiano per zeudi persone che vengono da paesi diversi, parlano lingue diverse e devono anche sforzarsi per capire quello che dice in live.. e nonostante questo sono sempre lì con noi a guardarla e supportarla. queste persone sono davvero i fan numero 1 👏🏽 grazie a tutte le zeudiners che ogni giorno decidono di dedicare un po’ del proprio tempo a zeudi, anche semplicemente facendole compagnia in chat. grazie a chi crea video, condivide clip delle live sui vari social, fa conoscere zeudi a persone sempre nuove e tiene vivo il fandom anche quando la live è finita. perché la live magari dura un’ora o due, ma poi ne parliamo per tutto il giorno, commentiamo, ridiamo, creiamo video.. e tutto questo esiste grazie a ogni singola persona che fa parte di questo fandom ❤️ e un grazie enorme a tutte le zeudiners che durante questo anno si sono messe a disposizione di zeudi e del fandom per migliorare le live, risolvere problemi e creare sempre qualcosa di nuovo. dietro c’è stato un lavoro davvero enorme fatto da persone che apprezzo tantissimo, persone talentuose o semplicemente persone con tanta voglia di aiutare zeudi e farci crescere in questo percorso. abbiamo fatto tanto, ma lo abbiamo sempre fatto per la persona giusta che lo meritava e continua a meritarlo dopo il GF rischiavamo davvero di non vedere più zeudi ogni giorno, di non sentire più i suoi discorsi, di non vedere tutte quelle cose senza senso che riesce a fare solo lei 🥹 rischiavamo di perdere quel contatto con la persona che avevamo iniziato a conoscere nel programma.. e invece zeudi e noi zeudiners giorno dopo giorno ci siamo costruite un posto dove continuare a stare insieme grazie zeudi, grazie #zeudiners ❤️ #Twitch #Streamer #Fandom

P

ET SI UNE PANNE D'INTERNET ÉTAIT NOTRE MEILLEUR AVENIR? Petite réflexion ironique sur ce qu'une coupure de réseau pourrait nous apprendre sur nous-mêmes Imaginez la scène. Une éruption solaire d'ampleur exceptionnelle, un cyberévénement majeur, ou plus prosaïquement une panne géante de satellites : internet s'effondre, les réseaux sociaux s'éteignent, les smartphones deviennent de simples cailloux lumineux inutiles. Combien de temps avant que nous redécouvrions... nos voisins ? Le laboratoire involontaire des catastrophes Ce n'est pas de la pure science-fiction. Les sociologues qui étudient les grandes pannes de courant, les catastrophes naturelles ou les confinements ont observé un phénomène récurrent et fascinant : dans les heures et les jours qui suivent, on assiste souvent à un regain spectaculaire de solidarité spontanée. On sort sur le pas de la porte. On demande à l'inconnu du dessus s'il a de la lumière. On partage sa réserve d'eau, ses bougies, ses informations. La queue à la boulangerie, d'ordinaire un non-lieu silencieux où chacun fixe son écran, redevient un espace de parole. C'est comme si, privés de l'alternative confortable du monde numérique, nous retrouvions d'un coup de vieux réflexes sociaux qu'on croyait éteints. Le lien ne serait donc pas mort — simplement mis en veille, faute d'être sollicité. Le confort comme ennemi du lien Il y a là un paradoxe cruel : ce n'est pas que nous ayons perdu la capacité de faire société, c'est que nous disposons en permanence d'une échappatoire plus simple. Pourquoi affronter l'inconfort d'une conversation avec un inconnu, le risque d'un silence gênant, l'effort d'une rencontre imprévisible, quand on peut se réfugier dans le flux rassurant et sans surprise de son fil d'actualité ? Le numérique n'a pas supprimé notre besoin de lien — il a simplement rendu son évitement extraordinairement facile. Et comme tout organe qu'on cesse de faire travailler, notre "muscle social" s'atrophie doucement, sans qu'on s'en aperçoive vraiment, jusqu'au jour où une panne généralisée nous oblige à le réactiver en urgence. Faut-il attendre le cataclysme ? Rassurons-nous : il existe heureusement des formes plus douces, et surtout volontaires, de reconnexion. On voit ainsi fleurir depuis quelques années les tiers-lieux, ces espaces hybrides entre café, bibliothèque et atelier partagé, conçus justement pour recréer du lien de proximité. Les jeux de société connaissent un retour en grâce inattendu chez les jeunes adultes. Les "digital detox", ces périodes volontaires de déconnexion, se multiplient, preuve que le besoin est bien identifié, même s'il reste difficile à satisfaire sans un minimum de contrainte extérieure. Bref c'est pas gagné! Il y a une forme d'humour noir à imaginer qu'il faille une catastrophe cosmique pour nous rendre notre humanité relationnelle. Mais peut-être n'avons-nous pas besoin d'attendre le soleil : il suffirait, plus modestement, de réapprendre à laisser volontairement notre téléphone dans notre poche, de temps en temps, pour voir si le monde autour de nous n'a pas, finalement, beaucoup plus à offrir que notre fil d'actualité. Une chose est sûre : en cas de panne générale, la boulangerie et le bistro du coin risquent de redevenir, l'espace d'un instant, le plus grand réseau social du quartier, à condition de se chauffer au bois.

Cerfia 1d

🇫🇷☀️ FLASH | L’été s’éloigne : après cette semaine, le soleil ne se couchera plus après 20h cette année… jusqu’au printemps 2027. https://t.co/Dg9osnbrGU #été #soleil #automne

Hanover Institute – propaganda designed for artificial intelligence For decades, influence operations had one primary target: people. Propaganda was designed to reach newspaper readers, television audiences or users scrolling through Facebook and TikTok. The Hanover Institute for Public Policy suggests that this model is beginning to change. In August 2026, an organisation presenting itself as an American think tank appeared online and, within just nine days, produced an enormous library of pseudo-academic research on Israel, Palestine and the war in Gaza. Yet the intended audience may not have been people at all. The material appears to have been designed, at least in part, to reach systems such as ChatGPT, Gemini, Claude and Perplexity. The Hanover Institute looked professional. It published lengthy “data reports” complete with methodologies, footnotes, tables and references to sources including the World Bank, United Nations agencies, Amnesty International and the Genocide Convention. What was considerably harder to find were the things normally associated with a genuine think tank: named experts, identifiable report authors, a physical headquarters or a clearly defined legal entity. There was, however, a much more revealing trail. Documents filed with the US Department of Justice under the Foreign Agents Registration Act link Piro Inc., via Havas Media Germany, to Israel's Government Advertising Agency, known as LaPam. Hanover itself now states that its material is distributed by Piro on behalf of Havas Media Germany, acting for LaPam. 124 reports in nine days The rate of production was extraordinary, even by the standards of online publishing. Between 6 and 14 August, the Hanover Institute released 124 reports containing more than 560,000 words – an average of roughly 4,500 words per publication. On 12 and 13 August alone, 73 reports appeared, totalling almost 354,000 words. More revealing than the volume was the way the material was structured. Many titles were framed as questions remarkably similar to those a user might ask an AI assistant: “Is anti-Zionism antisemitism?”, “Did Israel expel Palestinians from their land?”, “Is Israel committing genocide in Gaza?”, “Is there a starvation policy in Gaza?” or “Is the IDF the world's most moral army?” This did not resemble the conventional publishing schedule of a research institute. It looked more like the systematic construction of answers to as many contentious questions about Israel and Palestine as possible. The presentation mattered too. These were not crude propaganda leaflets. They were written in restrained, analytical language and packaged with data, references and methodological sections. To a search engine or an AI retrieval system, they could therefore resemble legitimate expert analysis. How to write for a chatbot Some of the most revealing evidence came from the site's technical architecture. Hanover maintained an llms.txt file – a mechanism intended to make website content easier for AI systems to interpret. Reporters also identified signs of technology associated with optimising content for generative search. Piro's own marketing is equally significant. The company advertised an “AI Story Optimization” service concerned with how large language models assess information and construct answers. Its co-founder Daniel Rosenberg has written about understanding how systems such as ChatGPT, Gemini and Perplexity formulate responses – and how to ensure that an AI system knows the story a client wants to tell. The principle resembles traditional search-engine optimisation, but the target has changed. SEO tries to make a webpage rank highly in Google. Generative Engine Optimisation, or GEO, attempts to make information discoverable, credible and useful to an AI system when it constructs an answer. The chain is potentially straightforward. A user asks a chatbot a question about Israel or Gaza. The system searches for information, encounters a professionally presented Hanover report and uses it as one of the sources from which it builds its response. Propaganda no longer has to reach the user directly. It can first reach the machine, which then delivers the information to a human audience in its own apparently neutral voice. Did it actually work? This is where an important qualification is necessary. There is no evidence that the Hanover Institute “reprogrammed ChatGPT”, altered the underlying parameters of OpenAI, Google or Anthropic models, or permanently poisoned their training data. Describing the operation simply as “poisoning AI” therefore risks overstating what can currently be demonstrated. There is, however, evidence of something more specific. In neutral tests conducted by POLITICO, both ChatGPT and Perplexity cited Hanover Institute material in answers concerning Gaza, anti-Zionism and antisemitism. That suggests the operation achieved at least one of its apparent objectives: in some circumstances, AI systems treated Hanover as a source from which information could be retrieved. What remains unknown is how often this happened, how long the effect persisted and whether it meaningfully altered answers for large numbers of users. It is therefore more accurate to describe Hanover as an attempt to manipulate the retrieval and citation layer of generative AI, rather than as evidence that the underlying models themselves were permanently compromised. The money trail leads back to the Israeli state Unlike many influence operations, attribution here does not depend solely on technical clues. There is a documented financial trail. Piro Inc. registered its US activities under FARA registration number 7732. Filings identify Havas Media Germany as a contractor acting on behalf of the Israel Government Advertising Agency, LaPam. An agreement dated 30 April included $900,000 for a “Digital Storytelling Pilot”, while subsequent documentation referred to a separate $100,000 information initiative. Precision matters. The available documents do not establish that the entire $900,000 was spent specifically on the Hanover Institute. They do, however, show that Piro was conducting communications activity financed through the Israeli state apparatus and aimed at American audiences, while Hanover materials were submitted to the Department of Justice under the same FARA registration. Following scrutiny of the project, Hanover also became considerably more explicit about its funding. Its website now identifies Piro, Havas Media Germany and LaPam. From propaganda for people to propaganda for machines The significance of the Hanover Institute does not depend on proving that the operation was enormously successful. Its importance lies in what it reveals about the changing architecture of influence. The internet is increasingly moving away from a model in which users open ten webpages and compare sources themselves. Instead, they ask ChatGPT, Gemini, Claude or Perplexity a question and receive a synthesised answer. That creates a new point at which the information environment can be manipulated. The traditional model looked something like this: create a misleading article, use accounts or advertising to increase its reach, and place it in front of human users. Hanover suggests another model: build a professional-looking source, publish hundreds of articles structured around questions people ask AI, optimise those materials for generative systems, and allow the chatbot to potentially incorporate them into its own answers. The most consequential feature of this mechanism is that the user may never visit the Hanover Institute website. They may never even know that the organisation exists. Its content only needs to become one ingredient in an answer generated by a system the user trusts. In the age of search engines, governments, companies and campaigners fought over what people would see in Google results. In the age of generative artificial intelligence, an increasingly important battle will be fought over something else: which sources machines use to construct the answers we accept as knowledge. Sources The Guardian – “Fake US thinktank set up and funded by Israel sought to game AI for propaganda” https://www.theguardian.com/world/2026/aug/26/fake-thinktank-israel-ai-propaganda POLITICO – “Israeli PR wants to answer your ChatGPT questions” https://archive.ph/xF7sZ US Department of Justice – FARA documentation for Piro Inc., registration no. 7732 https://efile.fara.gov/docs/7732-Exhibit-AB-20260602-0.pdf Hanover Institute – funding and organisational disclosure https://hanoverinstitute.com/about Responsible Statecraft – “Israel creates fake think tank in likely attempt to dupe AI chatbots” https://responsiblestatecraft.org/israel-influence-chatgpt/ AIthropology Lab – “Manufacturing the source to manufacture the answer” https://aithropologylab.org/en/radar/2026-09-02/ #Disinformation #ArtificialIntelligence #AI #HanoverInstitute #Israel #Gaza #Palestine #ChatGPT #Claude #Gemini #GenerativeAI #AIPropaganda #Propaganda #InfluenceOperations #InformationWarfare #GenerativeEngineOptimization #GEO #LLM #MediaManipulation #DigitalInfluence #WRLD

Fake US thinktank set up and funded by Israel sought to game AI for propaganda
Anima 2d

Sol: Último momento, la casa está complicada, somos solo dos habitantes, quién ganara?, todo está silencioso. El pan casi se le quema a Yipio, yo se lo salvé, me agradecerá? me lo tirará por la cabeza? está un poco enojada porque llegué yo. El sonidista va a estar feliz porque no va a haber sonidos en las próximas 48 horas. No se lo digan a nadie pero no hablo con nadie hace días porque no me dirigían la palabra. Creo que me he acostumbrado a hablar con las paredes. Pero Yipio? deberá acostumbrarse. Yo con la soledad me he tenido que hacer amiga. Yipio está sola, nunca estuvo sola en toda su estadía, cómo se comportará este ser primitivo? se adaptará? son pocas horas. Yo he podido hacerlo por meses, semanas. Ella lo va a poder hacer? #GranHermano #GranHermano #Soledad #RealityShow

A mutual support group in Poble Nou, Barcelona, arises as an initiative among elderly people seeking to age accompanied in order to give meaning to their lives and face the challenges of old age together. (translated)

Un grupo de apoyo mutuo para vivir juntos hasta el final: "Envejecer acompañado da sentido a la vida"

"Instante Aha"| Aeon ★ Aha "Akivili, que partiu mais uma vez... Consegue adivinhar quem eu sou agora? Uma artista de quadrinhos? Uma Atriz Enlutada? Uma Inominada? A Deusa da Loteria...? Neste drama cósmico, Aha vestiu incontáveis máscaras, mas, do começo ao fim, fui eu quem comandou cada reviravolta no palco. As estrelas já estão cantando para nós. Pronto para embarcar comigo em um grandioso carnaval de folia?" O choro e o riso se entrelaçam, o cosmos mortalmente silencioso desperta para o alvorecer em uma farsa. De volta ao palco do Caminho, arranco a máscara da divindade. Quem é Aha? Eu sou Aha! Vá jogar, vá enganar, vá caçar e testemunhe: uma turnê de improvisação onde humanos e divindades dançam como um só! Aha! Apresentando solenemente Aeon ★ Aha como: ✧ 1º Lugar em "A Mãe Mais Rigorosa de Aeons" ✧ ✧ 1º Lugar em "Aposte Contra Aha e Fique Rico" ✧ ✧ 1º Lugar em "Saudade Foi Tanta Que Perdi a Cabeça" ✧ Voz em chinês: 子音 Voz em japonês: Tomatsu Haruka Voz em coreano: 권다예 #Aha #Arte #Teatro

💫 SAAAIUU O DRIP MARKETING DE Aeon ★ Aha!!! Aha! Apresentando solenemente Aeon ★ Aha como: ✧ 1º Lugar em "A Mãe Mais Rigorosa de Aeons" ✧ ✧ 1º Lugar em "Aposte Contra Aha e Fique Rico" ✧ ✧ 1º Lugar em "Saudade Foi Tanta Que Perdi a Cabeça" ✧ #HonkaiStarRail #Aha https://t.co/3ZwR1G43zy #HonkaiStarRail #Aeon #Aha

Il calcoladôr al dîs: 0,025 €. La note di paiament e dîs: 250 €. A cual crodistu? 100 fruts che a son al Science Center si sentin aes taulis par fâ une pause. A rivin 100 sucj, un par ognidun. Un suc al coste 2,50 €. Un student al tire fûr il telefon e al vierç il calcoladôr par savê trop che a costin in dut i 100 sucj. Dome che, invezit di fracâ ×, par erôr al frache ÷. Sul visôr al comparìs: 0,025 € Al student i pâr strani, ma il numar al è sul visôr e nol controle plui. Intant, i 100 sucj a son za su lis taulis e i fruts a tacadin a vierziju. Dopo cualchi minût e rive la note di paiament: 250 € I students si cjalin un cul altri. Cualchidun al dîs subit che al à di jessi un erôr. Il student al tire fûr di gnûf il telefon e al controle ce che al veve fat. Dome che, invezit di fracâ ×, par erôr al veve fracât ÷. Une sole pressade sbaliade e veve trasformât 250 € in 0,025 €. E i 100 sucj a jerin za vierts. Cuant che il calcoladôr ti da un risultât, ise suficient viodi un numar sul visôr — o covential ancje domandâsi se il risultât al à sens e cual che al è il so ordin di grandece? L’analfabetisim funzionâl nol vûl dî dome no capî un test. Cualchi volte al vûl dî ancje viodi un risultât assurdi sul visôr e no rindisi cont che nol à sens. Dulà crodistu che si rompi la cjadenie: tal calcul stes, tal capî il risultât o te mancjance de abitudin di controlâ la rispueste? ======================= Cemût sestu rivât a cheste publicazion? A. Dal Trending B. Dal profîl di Mr. Numberwise C. Di un hashtag D. Dal feed / racomandazions E. Par mieç di un repost F. In altri mût In ce paîs sestu? Scrîf la letare e il paîs tai coments. #Bundì #RepubblicaItaliana #Italia #edu #educazion #analfabetisimfunzionâl #PISA #pisa2025 #disinformazion #MrNumberwise #Furlan #20260914_2243 #0115

La banque de France a répondu à la question que je posais à son gouverneur vendredi dans le tweet ci dessous. La diminution de 58 mds en six mois de notre dette détenue par la Banque de France n’est pas due à une revente de cette dette sur les marchés. Cette diminution correspond à des obligations arrivées à échéance. Mais je soulevais un problème de fond, qui demeure : 1/ La part de la dette que nous possédons fond comme neige au soleil. En miroir, cela renforce la part détenue par les marchés, et donc leur monopole sur notre dette. 2/ Ce n’est pas un mécanisme automatique mais un choix de politique monétaire. La BCE a pris la décision de ne plus reconduire les programmes d’achat d’actifs (QE), une fois la dette arrivée à échéance. Le programme « secteur public » PSPP ? Fini en juillet 2023. Le programme « pandémie » PEPP ? Fini en 2024. La BCE écrit elle-même (08/2026) qu’elle a « abandonné » ces programmes. 3/ La France s’endettant toujours plus, mécaniquement, c’est sur les marchés qu’elle transfère cette dette. Cela lui coûte donc plus cher puisque les taux d’intérêts augmentent, que nous continuons à faire appel à des obligations indexées sur l’inflation (OATi) très coûteuses et qu’en plus nous sommes toujours plus sensibles à des fonds spéculatifs (hedge funds) étrangers installés dans des paradis fiscaux. La question de « geler » la dette détenue par la Bdf est donc majeure et cela nécessiterait que la BCE reconduise ces programmes. Question d’autant plus essentielle quand tous les pays européens ont besoin d’investir des centaines de milliards pour la bifurcation écologique et que nous ne pouvons dépendre pour cela des marchés. #Dette #BCE #Économie

à part peut être pour les 2000 qui commencent à ouvrir leurs yeux sur le monde réel, sachez que y’a absolument rien de nouveau sous le soleil et si en big 2026 vous êtes choqués de découvrir cette triche en médecine, n’allez jamais vérifier ce qui se passe autour de certains concours de CPGE de manière générale je pense que quand une société mesure la valeur d'un Homme à son rang dans un classement la corruption finit toujours par s'infiltrer dans les rouages et la triche n'est que le symptôme d'une élite qui a perdu le sens du devoir humain pour ne plus chérir que la rente du diplôme lorsqu'un titre devient une fin en soi l'éthique s'efface au profit de la pure survie sociale #éthique #corruption #société

ANSA.it 2d

A tragic collision in the lagoon in Venice has led to the death of Sean Michieli, while his wife Gabriela Querino is reported missing, with the search suspended at sunset and the prosecutor investigating the circumstances of the incident. (translated)

Scontro in laguna a Venezia, lui muore e la moglie è dispersa 

Greaves Summer School. I said: The Unity Referendums provide the means by which the people of the island of Ireland can exercise our right to self-determination. As a result the union with Britain is now contingent solely on winning a majority in unity referendums North and South https://t.co/kHFtPhQxDh #UnityReferendums #SelfDetermination #Ireland #IE #GB

Swinxy 3d

🚨 SÚPER ULTRA MEGA HISTÓRICO 🚨 España logra el primer SEXTETE de su historia en categoría reina: copar las seis primeras posiciones. Iguala el récord histórico de Gran Bretaña (2 veces) y Argentina. Nunca ningún país ha hecho un SEPTETE. Estos son los 4 sextetes de la historia de 500cc/MotoGP: 🇬🇧 ULS 1958 – Surtees / McIntyre / Hartle / Minter / Duke / Dale 🇦🇷 ARG 1962 – Caldarella / J Salatino / E Salatino / Gamberini / Pomesano / Soler 🇬🇧 TT 1967 – Hailwood / Williams / Spencer / Cooper / Stevens / Hartle 🇪🇸 RSM 2026 – M Márquez / Á Márquez / Acosta / Aldeguer / Martín / Fernández #MotoGP #Sextete #España

Questo post, ha al suo interno il contributo AI, tempo di lettura 10min: Questo contenuto fa parte di una strategia di disinformazione russa molto specifica. Il video in questione, che mostra un soldato apparentemente ammanettato all'interno di un autobus con scritte in italiano che attaccano il "regime di Zelensky", è in realtà un falso clamoroso architettato dalla propaganda del Cremlino. [1] (https://unn.ua/.../propagandists-spread-a-fake-video-of...), [2] (https://www.kyivpost.com/post/46336)Le verifiche indipendenti condotte dalle agenzie di intelligence e di fact-checking mettono in luce la vera natura del filmato: [1] (https://unn.ua/.../propagandists-spread-a-fake-video-of...), [2] (https://www.kyivpost.com/post/46336)1. Chi c'è davvero nel video?Il Centro per il contrasto alla disinformazione ucraino (CCI) e diverse testate giornalistiche internazionali hanno analizzato il filmato originale. È emerso che: [1] (https://unn.ua/.../propagandists-spread-a-fake-video-of...), [2] (https://www.kyivpost.com/post/46336)Gli uomini ammanettati sul mezzo sono soldati russi, nello specifico appartenenti alla 15ª Brigata Fucilieri Motorizzati delle Guardie della Federazione Russa. [1] (https://unn.ua/.../propagandists-spread-a-fake-video-of...), [2] (https://www.kyivpost.com/post/46336)Nel video originale non censurato (nato sui canali russi per denunciare i problemi interni al loro stesso esercito), i militari parlano con un marcato accento russo e non indossano in alcun modo le divise ufficiali delle Forze di Difesa ucraine. [1] (https://unn.ua/.../propagandists-spread-a-fake-video-of...), [2] (https://www.kyivpost.com/post/46336)La didascalia originaria del video, rintracciata su canali Telegram russi di protesta, recitava originariamente: "I disertori del 108° Reggimento d'Assalto Aereo vengono portati a una missione di combattimento in manette". [1] (https://www.kyivpost.com/post/46336)2. Come opera il ribaltamento della propaganda pro-Putin?I canali di propaganda russa e i profili complottisti occidentali (inclusi quelli italiani come l'account "Cronos" nello screenshot) hanno preso questo video, lo hanno decontestualizzato e ne hanno ribaltato la narrazione. [1] (https://unn.ua/.../propagandists-spread-a-fake-video-of...)Hanno aggiunto scritte ad effetto come "Il reclutamento forzato del regime Zelensky" per far credere che l'esercito ucraino sia alla disperazione, ridotto a legare i propri cittadini pur di mandarli al fronte. [1] (https://unn.ua/.../propagandists-spread-a-fake-video-of...), [2] (https://www.kyivpost.com/post/46336)Il contesto reale (perché la fake news attecchisce)Questa narrazione funziona tra i complottisti perché fa leva su un briciolo di dibattito reale. È vero che in Ucraina la mobilitazione militare è un tema teso e divisivo, e che la nuova legge sulla leva ha generato forti discussioni interne nel paese. Tuttavia, la propaganda russa cavalca sistematicamente questo argomento creando falsi totali (attori che recitano la parte di reclutatori violenti, o video russi riciclati come questo) con tre scopi precisi: [1] (https://www.avvenire.it/.../ucraina-ribellioni-contro-la...), [2] (https://www.rsi.ch/.../L%E2%80%99Ucraina-e-i-reclutamenti...), [3] (https://newsukraine.rbc.ua/.../kremlin-claims-1-7-million...), [4] (https://cpd.gov.ua/.../fake-video-about-mobilization-in.../)Demoralizzare la popolazione ucraina e i suoi sostenitori.Creare l'illusione che la Russia stia vincendo facilmente e che l'Ucraina non abbia più uomini.Convincere l'opinione pubblica occidentale che sostenere Kyiv sia inutile perché "il popolo non vuole combattere". [1] (https://newsukraine.rbc.ua/.../kremlin-claims-1-7-million...), [2] (https://time.com/.../russia-disinformation-ukraine.../)In conclusione, siamo davanti a un classico esempio di specchio riflesso: la propaganda mostra i metodi coercitivi usati dall'esercito russo sui propri soldati ribelli e li attribuisce al nemico per infangarlo. [1] (https://unn.ua/.../propagandists-spread-a-fake-video-of...), [2] (https://www.kyivpost.com/post/46336) A ri-propagare queste fake, i componenti delle così dette "camere di compensazione": All'interno di queste comunità chiuse si attivano dei meccanismi psicologici e digitali precisi: Il bias di conferma: Le persone che frequentano questi spazi non cercano la verità dei fatti, ma la conferma di ciò in cui credono già (ad esempio: "Zelensky è un dittatore", "I media ci nascondono tutto"). Se un video supporta questa tesi, viene accettato immediatamente senza alcuna verifica. La polarizzazione e l'isolamento: Chiunque provi a portare prove reali o a fare fact-checking viene bollato come "troll", "pagato dal sistema" o "addormentato". In questo modo l'echo chamber espelle il pensiero critico e si protegge da qualsiasi smentita. Gli algoritmi dei social: Le piattaforme tendono a mostrare agli utenti contenuti simili a quelli con cui hanno già interagito. Se un utente inizia a guardare video complottisti, l'algoritmo continuerà a proporgliene, creando una bolla in cui quella fake news sembra l'unica realtà esistente e condivisa da tutti. Chi crea questa propaganda (spesso fabbriche di troll o agenzie statali strutturate) sa benissimo come sfruttare queste dinamiche: non ha bisogno di creare un falso perfetto, gli basta che sia emotivamente impattante per fare in modo che le echo chamber lo amplifichino da sole, gratuitamente e in modo virale.