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Il picco di calore ad 850 hPa passerà presto ma le temperature resteranno comunque sopra la media del periodo di 3-4 °C. Gli spaghi ensemble su Roma raccontano bene la fase che ci aspetta, dopo il picco caldo di queste ore i valori tenderanno sì a scendere da sabato e domenica, ma senza un vero rientro verso la normalità climatica. La massa d’aria perderà intensità rispetto alla fase più estrema, e questo è già qualcosa, ma resterà comunque su valori superiori alla media del periodo, spesso di almeno 3-4°C. Non saremo più sul punto massimo della fiammata, ma resteremo dentro un contesto ancora caldo, stabile e poco propenso a cambiamenti netti. Anche il segnale delle precipitazioni, almeno per ora, resta debole. Non si vede una vera fase piovosa organizzata, né un passaggio capace di cambiare in modo deciso il quadro atmosferico. Potranno esserci oscillazioni, qualche disturbo, qualche temporaneo ridimensionamento, ma la struttura di fondo resta ancora anticiclonica almeno fino al 3 settembre. La differenza rispetto a luglio, però, inizia ad arrivare dal calendario. Le giornate si accorciano, il sole tramonta prima, l’alba ritarda e la notte guadagna minuti preziosi. Questo non cancella una massa d’aria calda, non fa arrivare il fresco per magia e non sostituisce un vero cambio di circolazione. Però aiuta lentamente il suolo a disperdere calore per più ore, soprattutto quando vento, umidità e nuvolosità lo permettono ed ecco perché da qui in avanti il caldo potrà ancora farsi sentire, anche molto, ma avrà progressivamente meno spazio astronomico per dominare come nelle settimane centrali dell’estate. Soprattutto da sabato e domenica quando i valori ad 850 hpa scenderanno + 25 a + 20 °C. Si tratta di una piccola consolazione ma per ora, purtroppo, dobbiamo accontentarci di questo. #Meteo #Clima #Caldo

🇪🇦 CEUTA, LA LÍNEA DE FRENTE: CUANDO EL ESTADO ABANDONA A QUIENES SOSTIENEN EL DIQUE Sobre el asfalto ardiente de Ceuta, los uniformes ya no son más que siluetas de impotencia. Mientras las olas de una inmigración desesperada rompen por miles en las costas de este enclave español, quienes se supone que deben mantener la línea viven un descenso a los infiernos cotidiano. El espectáculo es abrumador: policías nacionales y guardias civiles reducidos a observar, impotentes, flujos humanos que se les ordena contener sin darles los medios para hacerlo. UNA QUIEBRA INSTITUCIONAL TOTAL El verdadero drama que se juega aquí no es solo humanitario: es el de un colapso institucional completo. Los agentes describen un caos operacional permanente. Las órdenes caen, se contradicen, se anulan. Un día es la tolerancia para evitar el estallido; al día siguiente, es la consigna de una firmeza imposible de aplicar con efectivos esqueléticos. Esta veleta política agota a unas tropas que ya están al borde de la ruptura psicológica. LA INCOMPETENCIA DEL GOBIERNO CENTRAL Se lee en esta incapacidad crónica para anticiparse. ¿Cómo explicar que los refuerzos lleguen siempre demasiado tarde, que los protocolos cambien al ritmo de los pánicos mediáticos de Madrid, dejando el terreno sin un mando claro ni una estrategia permanente? El Ministerio del Interior gestiona la crisis desde despachos climatizados a cientos de kilómetros, lejos de las porras gastadas, de los cascos demasiado pesados y de la angustia de estos funcionarios sacrificados en el altar de la diplomacia y del cálculo político. UNA DOBLE PENA PARA QUIENES SOSTIENEN LA LÍNEA Mientras el ejecutivo tergiversa y encadena comunicados tranquilizadores, los hombres y mujeres de uniforme se ahogan. Sufren la doble pena: el abandono de su jerarquía y la violencia de una situación inmanejable. En Ceuta el dique se rompe, y el Estado, por su pusilanimidad y su absoluta incompetencia, mira cómo sube el agua sin tenderle la mano a quienes se ahogan intentando retenerla. #Ceuta #Inmigracion #GuardiaCivil #PoliciaNacional #CrisisMigratoria #España #SeguridadInterior #IncompetenciaPolitica #Fronteras #AbandonoDeEstado

Inför ett mycket jämnt val kan utlandssvenskarna bli avgörande. De utgör omkring 2–2,5 procent av de röstberättigade – mer än tillräckligt för att påverka mandatfördelningen om blocken skiljs åt av några tiondelar. Utlandssvenskar tenderar att rösta betydligt mer borgerligt än väljarkåren i stort. Därför en uppmaning till alla svenskar utomlands: gör er demokratiska plikt och rösta. Era röster kan avgöra valet – och bespara Sverige en fyraårig politisk baksmälla utan dess like. #SvenskaValet #Demokrati #Rösta

Unha semana despois de tender a man para unha reunión, seguimos sen resposta. O silencio da directiva mostra que non teñen intención ningunha por solucionar esta situación. Por iso, este domingo mantemos o noso silencio e encheremos Riazor de camisolas laranxas. #Riazor #CamisolasLaranxas #Silencio

@endocrinorosero Entendemos su agenda, pero en el video dejamos claro que le pusieron impuestos al 21.4% de productos que pertenecen a la canasta familia, no a toda. Aquí defendemos a los tenderos del país que evidentemente no el interesan a quienes defienden esta agenda. #Economía #Impuestos #CanastaFamiliar

Attenzione tra stanotte e domani, alcuni temporali potranno essere molto forti. Prima di guardare alla seconda parte della settimana, conviene concentrarsi sul peggioramento più vicino, quello atteso nelle prossime 24 ore su diverse zone del Centro-Nord. Dalla serata le prime piogge interesseranno Piemonte, Lombardia settentrionale ed Emilia occidentale. Nel corso della notte rovesci e temporali tenderanno poi a coinvolgere Lombardia centro-orientale, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana centro-settentrionale e Umbria settentrionale. Nella mattinata di domani il quadro migliorerà gradualmente al Nord-Ovest, mentre rovesci sparsi insisteranno ancora tra Nord-Est e Romagna. La fase più delicata, però, potrebbe arrivare tra tarda mattinata, ore centrali e pomeriggio, quando temporali e rovesci anche molto forti potranno svilupparsi tra Toscana centro-meridionale, Umbria e zone interne delle Marche, per poi estendersi anche verso Abruzzo e Lazio. Particolare attenzione alle province di Grosseto, Siena, Terni e alle zone meridionali della provincia di Perugia, dove i fenomeni potranno risultare localmente molto intensi. Tra la serata di domani e mercoledì mattina la situazione tenderà poi verso un miglioramento più generale. Ventilazione in aumento su Tirreno centro-meridionale, Mar Jonio e Mar Adriatio meridionale. #Maltempo #Temporali #Meteo

Sentite l’aria più pesante? È il fronte che sta entrando. Amici delle regioni centro-settentrionali che non siete stati ancora coinvolti dalle piogge, serve solo ancora un po’ di pazienza L’immagine satellitare è abbastanza chiara con il fronte perturbato in avanzamento e nelle prossime 24-36 ore tenderà a interessare buona parte del Centro-Nord, portando piogge, rovesci, temporali e un calo termico più evidente soprattutto sulle regioni settentrionali. In queste ore qualcuno potrà avvertire un aumento dell’umidità e una sensazione di aria più pesante ma è normale. Spesso, prima dell’arrivo di un fronte, l’atmosfera richiama aria più umida nei bassi strati, il cielo si carica, la ventilazione cambia e la sensazione può diventare temporaneamente più afosa, anche se il peggioramento è ormai vicino. Prima aumenta l’umidità, poi arrivano nubi e rovesci, poi entra aria meno calda e solo dopo si comincia a percepire davvero il calo termico. Il fronte c’è, sta avanzando e nelle prossime ore molte zone del Centro-Nord entreranno finalmente in una fase più instabile e meno calda. #Meteo #Previsioni #Tempo

Domani il maltempo può fare sul serio. Ecco le zone da seguire con attenzione. Tra domani e sabato l’Italia inizierà a vedere un cambio di scena più concreto, almeno sulle regioni centro-settentrionali. Non parliamo di piogge deboli e ordinate, ma di un passaggio perturbato rapido, irregolare e localmente intenso, capace di portare rovesci e temporali anche forti dove i fenomeni riusciranno a organizzarsi meglio. Le prime precipitazioni arriveranno già nel corso della notte tra Valle d’Aosta e Liguria. In mattinata il peggioramento tenderà poi a coinvolgere la Lombardia, il Piemonte meridionale e le zone più occidentali dell’Emilia. Nel corso della giornata il maltempo andrà ad intensificarsi anche sul resto del Piemonte, mentre verso sera e nella notte successiva il fronte più attivo tenderà a spostarsi verso Trentino-Alto Adige, Veneto settentrionale, Friuli e Toscana settentrionale. Attenzione in particolare alle province di Genova, La Spezia, Milano, Varese, Como, Lecco, Pavia, Lodi, Bergamo, Brescia e Belluno, dove potranno verificarsi fenomeni localmente intensi. Tra la serata di giovedì e la notte su venerdì occhi puntati anche su Massa-Carrara, Lucca e Pistoia. Non sarà maltempo uniforme per tutti, ma dove i temporali colpiranno potranno farlo con forza, anche perché arriviamo da una fase lunga, calda e molto carica di energia. Dal pomeriggio-sera aumenterà la nuvolosità anche su Lazio, Umbria e Marche, ma senza precipitazioni significative nella prima fase. Le temperature caleranno al Nord, mentre al Centro-Sud tenderanno ancora ad aumentare, segno di un’Italia divisa tra aria più instabile in ingresso da nord-ovest e caldo ancora presente sulle regioni centro-meridionali. Domani servirà attenzione vera, soprattutto nelle aree dove i temporali potranno diventare intensi in poco tempo. Per questo il nowcasting sarà fondamentale e come sempre vi invito a seguire le varie allerte della protezione civile e degli enti locali. #Maltempo #MeteoItalia #AllertaMeteo

Temporali forti al Nord, caldo ancora intenso al Centro-Sud. L’Italia si spacca. Nella seconda parte della settimana l’atmosfera entrerà in una fase molto delicata, non perché arrivi una normale perturbazione capace di spazzare via tutto, ma perché sull’Italia tenderanno a fronteggiarsi due mondi diversi. Da un lato una saccatura nord-atlantica in discesa verso l’Europa occidentale, dall’altro una nuova spinta del promontorio nord-africano, pronta a risalire dal Nord Africa verso il Mediterraneo centrale e i Balcani, coinvolgendo soprattutto le regioni centro-meridionali. Il risultato sarà una configurazione da forte contrasto, con il flusso in quota che inizierà ad assumere un disegno più ondulato, quasi da prima dinamica tardo-estiva, ma con un problema in più, l’evoluzione potrebbe risultare lenta, a tratti quasi bloccata, e quando l’atmosfera rallenta sopra zone così cariche di calore e umidità, il rischio non va sottovalutato. Tra giovedì e venerdì la fascia più esposta ai contrasti dovrebbe interessare soprattutto il Nord e parte del Centro-Nord tirrenico, dove l’ingresso di aria più instabile potrà favorire rovesci e temporali anche intensi. Nel fine settimana, invece, con il promontorio subtropicale più invadente, la linea di contatto potrebbe risalire di latitudine, lasciando il Nord più vicino alla zona temporalesca e il Centro-Sud più esposto alla risalita calda. Dove l’anticiclone riuscirà a imporsi, infatti, le temperature torneranno a salire in modo marcato, con aria molto calda di matrice subsahariana e valori che potrebbero diventare anche fortemente anomali per il periodo, soprattutto guardando alla prossima settimana. Si tratta di una situazione complicata con fenomeni moderatamente estremi ma completamente diversi, forti temporali al nord e caldo intenso al centro-sud. Avremo un braccio di ferro tra Atlantico e Nord Africa, con una fascia di confine potenzialmente esplosiva, alimentata da aria calda, umidità, contrasti termici, vorticità in quota e mari ormai molto caldi, localmente vicini ai 30 °C. Quando il caldo intenso incontra aria più instabile e il sistema rallenta, i temporali possono diventare localmente molto severi. Bisogna evitare sia il panico che la leggerezza e seguire l'evoluzione giorno per giorno con la bussola della professionalità. #MeteoItalia #Clima #PrevisioniMeteorologiche

Avevamo detto attenuazione ed è quello che sta succedendo. 4 giorni fa scrivevo che dopo Ferragosto non sarebbe arrivato il fresco, non sarebbe arrivato l’autunno e non ci sarebbe stato un brusco cambio atmosferico. La previsione più corretta era un’altra, una graduale attenuazione del caldo, soprattutto al Centro-Nord, con un calo termico nell’ordine di 3-4°C, localmente anche qualcosa in più dove temporali, ventilazione e ricambio d’aria sarebbero riusciti a incidere meglio. Direi che la tendenza a 4-6 giorni è stata sostanzialmente confermata. La passata temporalesca di ieri non ha spazzato via l’estate, ma ha fatto una cosa importante, ha abbassato umidità e punti di rugiada in diverse zone, rendendo l’aria meno pesante. In molte aree il calo termico è stato proprio nell’ordine previsto, senza effetti miracolosi ma con una differenza concreta nella percezione, soprattutto dopo giorni e giorni di caldo insistente. La meteorologia seria non deve vendere svolte epocali a ogni aggiornamento. Deve leggere i segnali, pesarli, comunicarli senza gonfiarli e senza spegnerli. La prudenza non serve a dire meno cose, serve a dirle meglio. Ora l’Italia tenderà purtroppo a dividersi in due, con il Nord più vicino a una fase meno calda definitiva e più dinamica, mentre Centro-Sud e Isole resteranno ancora più esposti a un caldo resistente. Il calendario però inizia a lavorare dalla nostra parte. Settembre si avvicina, le ore di luce diminuiscono, le notti si allungano e l’estate atmosferica, come accade sempre, prima o poi dovrà cedere terreno. Un grado alla volta, una notte alla volta, un temporale alla volta. #Meteo #PrevisioniDelTempo #Clima

Il caldo arretra in Europa, ma l’Italia resta divisa. La tendenza per il periodo 21-28 agosto è interessante perché racconta bene il cambio di fase che dovremmo vivere nella terza decade. Non stiamo parlando di fresco generalizzato e non stiamo parlando di fine dell’estate per quanto riguarda l'Italia ma la mappa mostra però una cosa importante, l’Europa occidentale e centro-settentrionale entrerebbe in una fase con temperature in media o sotto media, mentre il caldo più anomalo tenderebbe a concentrarsi tra Balcani, Italia centro-meridionale, Grecia, Turchia e Mediterraneo orientale. L’Italia sarebbe esattamente divisa a metà dalla linea di confine delle due masse d'aria. Il Nord sarebbe più vicino all’influenza atlantica, quindi con temperature normali per il periodo, localmente anche leggermente inferiori alla media. Dal prossimo fine settimane le regioni settentrionali saranno libere, in modo definitivo, dal rovente abbraccio dell'anticiclone subtropicale continentale. Il Centro vivrebbe una fase di transizione con periodi meno caldi alternati a momenti in cui l'anticiclone riuscirà ancora a far sentire la sua resistenza. Sud e Isole, invece, resterebbero più vicini al bordo caldo della struttura subtropicale, con anomalie ancora positive e un ridimensionamento che probabilmente avverrà non prima degli ultimi giorni del mese. Il caldo non sparisce, ma arretra. Non domina più tutta la scena europea come nelle fasi più bloccate, ma tende a ritirarsi verso latitudini più basse e verso il Mediterraneo orientale. Vi ricordo che siamo ancora su una tendenza media settimanale, non su una previsione di dettaglio. Non ci dice il tempo giorno per giorno, né dove pioverà o quanto farà fresco in una singola città, ci dice però che l’assetto barico in Europa sta cambiando. A livello atmosferico l'Italia sta per dividersi, l'estate comincia a perdere il suo dominio assoluto ma resisterà in modo tenace al Centro-Sud, ed in particolare a partire da Lazio ed Abruzzo in giù. #meteo #estate #Europa

Alguien te tenderá la mano y te recordará que todo el bien que das siempre encuentra el camino de regreso a ti. 🙌 #BuenaEnergía #Solidaridad #Amor

Il caldo arretra da Nord, dopo Ferragosto l’estate cambia passo. Dopo settimane dominate dall’anticiclone subtropicale continentale, i segnali iniziano a diventare più concreti ed ormai quasi certi. Tra il 17 e il 19 agosto la massa d’aria più calda comincerà a ritirarsi verso latitudini più basse, lasciando spazio da nord a correnti meno calde e più instabili. Il cambiamento non sarà uguale per tutti. Al Nord il segnale appare più netto con le temperature in quota che tenderanno a rientrare progressivamente verso valori più vicini alla media, con un aumento dell’instabilità e la possibilità di rovesci o temporali. Non una semplice limatura del caldo, ma un vero cambio di passo rispetto alla lunga fase precedente. Sul Centro il ridimensionamento dovrebbe arrivare con maggiore gradualità, ma anche qui la traiettoria è abbastanza chiara, dopo Ferragosto la cupola calda perde forza e il caldo più pesante inizia a mollare la presa. Più lenta la risposta su Sud e Isole, dove la struttura subtropicale resterà inizialmente più vicina. Bari, Cagliari e Palermo mostrano un segnale di attenuazione, ma meno lineare e qui il caldo potrà resistere più a lungo e qualche nuova pulsazione non va esclusa, soprattutto per Estremo Sud e Sicilia mentre la Sardegna potrebbe vedere l'arrivo di Maestrale intorno al 18. La cosa importante è non spingersi troppo oltre con le certezze. Finché gli scenari restano vicini tra loro, la previsione è più solida con caldo ancora intenso fino a Ferragosto, poi progressivo rientro da Nord verso Sud e instabilità in aumento soprattutto al Centro-Nord. Non è la fine dell’estate. È qualcosa di diverso, e forse più importante dal punto di vista meteorologico, il primo vero arretramento stagionale della grande cupola subtropicale che ha dominato questa lunga fase estiva. #Meteo #Stagione #Estate

Quando finirà davvero il caldo? Per ora la risposta è una sola: bisogna ancora aspettare. Nei prossimi 7-10 giorni lo scenario atmosferico cambierà poco. Il segnale dominante resta quello dell’anticiclone subtropicale continentale e, al netto dei consueti temporali di calore pomeridiani che continueranno a svilupparsi soprattutto nelle zone interne, non si intravedono cambiamenti sostanziali. Qualcosa potrebbe muoversi dopo il 18-20 agosto, ma siamo ancora troppo lontani per parlare di una tendenza affidabile. In questa fase sarebbe poco serio trasformare un segnale a lunga distanza in una previsione. La buona notizia, però, c’è ed è già scritta nel calendario astronomico. Dalla terza decade di agosto la riduzione delle ore di luce inizierà ad avere un impatto concreto sulle temperature notturne. Avremo mediamente 45-50 minuti di luce in meno rispetto a oggi e quasi 2 ore in meno rispetto alla fine di giugno e ai primi di luglio. Anche se la massa d’aria in quota dovesse rimanere molto simile, con valori paragonabili sia a 850 hPa sia a 500 hPa, le minime tenderanno comunque a scendere. Il raffreddamento notturno diventerà infatti più efficace, soprattutto nella fascia oraria compresa tra le 2 e le 6 del mattino, quando il terreno avrà più tempo per disperdere calore. Ci aspettano ancora giorni di caldo intenso ma la stagione, lentamente, inizierà comunque a cambiare. E le prime a raccontarcelo saranno le notti. #Meteo #Caldo #Estate

La Sra. que me quiere meter una carta documento, denuncia no sé qué mundos quiere hacer. Que le vaya a comprar cositas a su hija para que no tenga que andar robando tanto que hasta las chabombas nos roba a todas. Ahí en el tender se quedó una que me había robado ella. Btw. #Denuncia #Robos #Conflictos

Caldo intenso ancora protagonista, massime fino a 39°C e temporali di calore nei pomeriggi. La fase calda prosegue, con temperature massime generalmente comprese tra 34 e 39°C a seconda delle zone. Il caldo resterà quindi ben presente, ma l’anticiclone non garantirà ovunque una stabilità piena e continua. Nel corso del pomeriggio potranno infatti svilupparsi ancora temporali di calore, soprattutto nelle aree interne e in prossimità dei rilievi, con fenomeni irregolari ma localmente anche intensi. L’instabilità tenderà ad aumentare soprattutto tra domani e giovedì 6 agosto, quando basteranno piccoli cedimenti in quota, convergenze locali e il forte riscaldamento diurno per favorire la formazione di celle temporalesche. Dove il temporale riuscirà a partire, potrà farlo rapidamente, con rovesci intensi, raffiche di vento e locali grandinate. Caldo intenso ancora protagonista dunque e lo sarà anche nei prossimi giorni, soprattutto al centro-sud, ma pomeriggi da seguire con attenzione a causa dei temporali. #Caldo #Meteo #Temporali

Quando inizierà davvero a mollare il caldo? La risposta non è un giorno secco, ma una tendenza da leggere bene. In questi giorni molti mi stanno chiedendo quando finirà questa nuova fase calda. La risposta, almeno per ora, non è una data precisa da segnare sul calendario, ma una tendenza che va letta con attenzione. Guardando gli spaghi previsionali, fino al 6-7 agosto il quadro resta abbastanza chiaro, continueremo ad avere caldo intenso, a tratti anche molto intenso. La rimonta subtropicale resterà presente e continuerà a condizionare buona parte del Paese. Questo però non significa che l’atmosfera resterà completamente ferma. Tra il 2 e il 5 agosto si nota un primo piccolo segnale di cambiamento, la struttura anticiclonica in quota tenderà a perdere un po’ di compattezza e anche le temperature a 850 hPa, cioè intorno ai 1500 metri, mostreranno una lieve flessione. Non arriverà il fresco, non cambierà stagione e non usciremo di colpo dal caldo, però l’atmosfera potrà diventare un po’ meno stabile. Questo potrebbe favorire qualche episodio di instabilità pomeridiana, soprattutto sui rilievi e nelle zone interne, come spiegato anche nel post di questa mattina. Il caldo resterà comunque sopra la media del periodo, in molte aree anche di 3-5°C. Quindi parliamo di una fase ancora molto calda, ma non perfettamente immobile. La parte più interessante arriva verso la fine della prima decade di agosto. Qui le strade principali sembrano due: o un break estivo più incisivo tra l’8 e l’11 agosto, oppure una diminuzione più lenta, progressiva, fatta a piccoli passi. Nei primi giorni di agosto avremo spesso valori a 850 hPa compresi tra +20°C e +25°C. Nella seconda decade, invece, è statisticamente probabile che si possa scendere più spesso verso valori compresi tra +16°C e +21°C. Non sarebbe ancora fresco, ma sarebbe comunque un gradino verso il basso. Dopo un’estate in cui l’anticiclone subtropicale continentale è stato spesso protagonista, anche un progressivo calo dei geopotenziali può essere letto come un primo segnale di una struttura meno solida rispetto alle settimane precedenti. Non significa che il caldo sparirà, ma che la campana anticiclonica potrebbe iniziare a mostrare qualche segno di cedimento. Un maratoneta che deve affrontare 42 km quando arriva intorno al km 35-36 comincia ad accusare i primi segni di stanchezza ed è cosi anche per l'anticiclone continentale. Qui però serve molta prudenza, agosto e settembre sono mesi delicati per le previsioni a lunga distanza. A 10-15 giorni i modelli possono cambiare parecchio da un aggiornamento all’altro, anche perché bastano piccoli disturbi atlantici, basse pressioni o sistemi tropicali sull’Atlantico per modificare in modo importante lo scenario europeo. Per questo non bisogna inseguire ogni singola uscita modellistica. Un run può mostrare un break netto, quello successivo può attenuarlo, quello dopo ancora può spostarlo di due giorni o cambiarne completamente la traiettoria. Il lavoro serio non è prendere la mappa più bella o più estrema e farla diventare una certezza. Il lavoro serio è guardare gli spaghi, capire se il segnale si ripete, se gli scenari iniziano ad avvicinarsi tra loro e se la tendenza viene confermata aggiornamento dopo aggiornamento. Il caldo sarà ancora intenso fino almeno al 6-7 agosto ma qualche primo segnale di un'anticiclone, che dopo aver dominato a lungo, comincia lentamente a perdere forza ci sono. #Meteo #Caldo #Previsioni

Caldo intenso sì, ma non sarà una campana anticiclonica sempre chiusa, nei prossimi giorni potranno partire anche temporali. Nei prossimi giorni il protagonista principale resterà il caldo, legato a una nuova espansione del promontorio nord-africano ma c’è un aspetto importante da chiarire. Non saremo davanti a un anticiclone di blocco granitico, immobile e perfettamente stabile. La struttura subtropicale sarà presente, anche marcata, ma verrà continuamente modellata dalla circolazione atlantica. In altre parole, la "cupola" calda tenderà a gonfiarsi e sgonfiarsi a fasi alterne, sotto la spinta di piccoli impulsi più instabili che scorreranno ai suoi margini. Farà caldo, anche intenso, ma la stabilità atmosferica non sarà sempre pienamente efficiente. Lo si vede bene osservando il comportamento dei geopotenziali a 500 hPa, nei prossimi giorni tenderà più volte ad avanzare verso l’Italia e poi a ritirarsi parzialmente, con un andamento quasi a fisarmonica. Fasi di maggiore espansione anticiclonica si alterneranno quindi a momenti in cui la struttura perderà un po’ di compattezza e quando una massa d’aria molto calda e carica di energia incontra anche solo una lieve attenuazione della subsidenza, basta poco per accendere l’instabilità. Non serve per forza una grande perturbazione, a volte è sufficiente un piccolo calo delle altezze di geopotenziale, una debole infiltrazione più instabile in quota o una convergenza locale per favorire lo sviluppo di temporali. Un primo banco di prova arriverà tra il pomeriggio e la sera di oggi, soprattutto al Nord. Una modesta flessione del promontorio potrebbe permettere lo sviluppo di temporali su Alpi e Prealpi, localmente anche intensi, con possibili sconfinamenti verso le pianure, in particolare tra Piemonte e Lombardia. Come sempre in questi casi, la localizzazione precisa resta delicata, i temporali non si distribuiscono in modo uniforme e andranno seguiti con aggiornamenti ravvicinati e nowcasting. Dove arriveranno i temporali, le temperature potranno calare temporaneamente ma sarà un calo locale e legato ai fenomeni, non un vero ricambio generale della massa d’aria. Il giorno dopo, nelle zone non interessate da nuovi disturbi, il caldo tenderà facilmente a riproporsi. #Meteo #Caldo #Temporali

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God morgon mina vänner!😊 Jag förstår att många av er mår dåligt just nu. Och här får ni lite perspektiv, hoppas det får er att må bättre: Med start både i slutet av 1995 och under 1997 inträffade nedgångar (drawdowns) på över 50 % i halvledarindexet. Men trots detta steg halvledarindexet till slut med cirka 850 % från slutet av 1994 fram till toppen av internetexpansionen i mars 2000. Även på den tiden hade dessa nedgångar fundamentala orsaker. År 1995 ledde Windows 95 inte till den uppgraderingscykel som förväntades, och företagen blev sittande med stora DRAM-lager. Som ett exempel skrev Intel ner DRAM-lager till ett värde av cirka 1 miljard dollar. I dag finns det sammanlagt inga överskottslager av minnen i balansräkningarna. Det finns ingen garanti för att det kommer att bli detsamma nu, men historien tenderar att upprepa sig. #perspektiv #finans #historik