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#Fatica

The Italian GDP is subject to frequent and often positive revisions by Istat, while international institutions such as the OECD and the IMF struggle to update their forecasts in a timely manner, creating confusion and false alarms regarding the economic health of the country. (translated)

Pil, falsi allarmi e realtà: il Paese delle revisioni

In the USA, almost one in two under-30s live with their parents; in the UK, 42% of twenty-five-year-olds, in Italy over two out of three young people between 18 and 34 years old. They are not lazy, they study, they work, but they struggle to become independent. (translated)

Jo® 1d

Il Napoli ha una rosa zeppa di sfravecatura strapagata e invendibile, non ha né soldi né spazio per comprare quello che servirebbe davvero, fatica a ribaltare la situazione. Gutierrez cessione da club in fin di vita. Allegri, come Conte e Spalletti, è solo. Lunedì, 3 Agosto. #Napoli #Calcio #SerieA

The wave of extreme heat puts the elderly in grave danger, as they struggle to recover from thermal stress and are more vulnerable to the consequences of prolonged heat, making hydration and social support essential. (translated)

Ondate di calore, gli effetti sul corpo. L'esperto avverte: «Il vero pericolo è lo stress da caldo prolungato»
Amala 1w

Stones è uno di quei colpi che, negli anni in cui sul mercato facevi una fatica enorme a tirare fuori milioni, ti hanno tenuto in vita. Speriamo sia della stessa pasta https://t.co/OfXF8V3nuM #calcio #mercato #calciomercato

Faccio fatica a non vedere mia figlia, per me lei è solo una voce. Sono cieca da 30 anni, la mia paura più grande è dimenticare i ricordi

“Faccio fatica a non vedere mia figlia, per me lei è solo una voce. Sono cieca da 30 anni, la mia paura più grande è dimenticare i ricordi”: lo sfogo di Annalisa Minetti
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pap1pap 2w

I media e gli esperti insistono... premesso che secondo me un reparto con Romero, Bastoni, Akanji, Bisseck, X, Y entra nella top 5 dei reparti difensivi europei e quindi ben venga il Cuti... faccio veramente fatica a pensare che possano trovare una quadra che soddisfi i 5 miracoli... a meno che Oaktree non abbia avuto sentore di proteste, ribellioni e/o che a furia di sentirsi dare dei barboni incapaci si siano sentiti punti nel vivo delle loro chiappe... o Piero, Chivu e forse Beppone non li abbiano presi per stanchezza 😃 #Calcio #Football #Sport

L

Un uomo è stato risucchiato attraverso un finestrino rotto di un aereo Ryanair a causa di un guasto, ma è stato salvato dalla cintura di sicurezza, mentre l'aereo ha subito danni significativi e lui fatica ancora a superare il trauma dell'incidente. #Ryanair #incidenteaereo #sicurezzavolo

Risucchiato dal finestrino di Ryanair: ecco com'è ridotto l'aereo dopo il guasto

#Bologna Una volta si aveva la saggezza di dire “aspettiamo che l’indagine faccia il suo corso e la magistratura accerti eventuali responsabilità”. Una saggezza che abbiamo smarrito da tempo con risultati ben visibili . L’unica “giustizia” che ci piace è quella immediata, quella “del giorno dopo” , basta solo che collimi con le nostre convinzioni. E per convincerci basta poco perché spesso è solo tifoseria. Attenzione però a soffiare sul fuoco. Gli incendi assai facilmente si appiccano e si si diffondono , è a spegnerli (se si spengono…) che si fa una gran fatica. #Giustizia #Imparare #Società

Il Post 2w

Lionel Messi, a 39 anni, è stato il miglior giocatore dei recenti Mondiali di calcio, nonostante la sconfitta dell'Argentina in finale contro la Spagna, dove ha faticato a brillare a causa di una forte difesa avversaria, ma ha comunque registrato statistiche notevoli con 8 gol e 4 assist, sollevando interrogativi su se questo fosse il suo miglior Mondiale rispetto ai precedenti. #Messi #Mondiali2026 #Argentina

Messi ha perso i suoi Mondiali migliori?

Siamo orgogliosi e felici di poter portare gioia alle persone. I Mondiali sono speciali per noi e ci fanno dimenticare tutte le difficoltà che affrontiamo. Ci sono persone che non hanno un lavoro, che non riescono ad arrivare a fine mese o che faticano a sbarcare il lunario.

“Ci sono persone che non hanno un lavoro”: la dedica di Messi censurata da Milei. “Qui non c’è gente che non arriva a fine mese”
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ITALIA ALLE FINALS DI VNL 🇮🇹🏐 Cuba è ostica e gli Azzurri faticano, ma il successo 3-1 in rimonta vale l'accesso ai quarti di finale. Romanò trascinatore, fondamentali anche Balaso-Giannelli-Lavia 👏🏻👏🏻 #Italia #Vnl #Volley https://t.co/l40RoEMnoo #Italia #VNL #Volley

La qualifica di Spa conferma tanto di quanto detto e visto alla vigilia. La #F1 26 qui fa davvero fatica coi rettilinei immensi e tanto fa la capacità di adattarsi e di guidare nel modo migliore in ottica energia e deployment. Kimi va e convince, guida la macchina con il miglior motore e con un buon telaio e solo lui in squadra ha davvero capito come sfruttarla. Il vento e comunque una certa sensibilità alle condizioni che sta emergendo per tutti man mano che si affinano le qualità aero delle macchine hanno un po' complicato la vita di #Antonelli all'inizio, ma poi è andato e nessuno l'ha più preso. Bene #Verstappen, che trova il grip nell'S2 e capitalizza la scia del compagno e le scelte uniche di #RedBull in termini di erogazione. Da capire come gestirà in gara le gomme. Benissimo #McLaren, con un ottimo #Norris che però sconterà la penalità. La scelta per loro è quella di un assetto con tanto carico aero a sfruttare le 5 zone ad ali apribili e funziona. Vedremo se lo farà anche in gara. Bene nel complesso anche la #Ferrari, bandiera gialla a parte (1 posizione persa da #Leclerc, ininfluente su una partenza del genere): tenere botta comunque su una pista del genere che espone le carenze PU senza la minima possibilità di nascondersi è già un buon punto di partenza in qualifica. Bene anche #Hamilton con la macchina assemblata di corsa a pochi millesimi da Charles. In gara il passo dovrebbe essere molto più premiante per la rossa che ha un buon assetto complessivo e va forte nei tratti da carico (ma sul giro secco deve risparmiare energia anche nel misto per averne nell'S3). Per la gara strategie aperte con la soft che si può usare, Kimi favorito d'obbligo, Leclerc e Hamilton in lotta con Russell e Max per il podio, ma al giro 1 fino a Les Combes chissà cosa può succedere con queste auto. #BelgianGP #F1 #BelgianGP #Motorsport

Puoi avere qualunque idea politica. Ma se pensi che sia normale che qualcuno possa entrare in casa tua, minacciare o sequestrare la tua famiglia e che il problema diventi chi reagisce per difenderla, allora hai una concezione della realtà che faccio davvero fatica a comprendere. #Libertà #Sicurezza #Rispetto

Ciò che stupisce della sanatoria per i medici #novax e contro la scienza durante il periodo Covid, è la tempistica e la modalità quasi nascosta di questo provvedimento vergognoso. Stupisce anche che il partito che lo ha proposto è titolare del ministero della Salute. Il ministero della Salute ha come primo obiettivo la prevenzione. E la prevenzione ha la sua forma più importante nei vaccini. Quello che è successo è una cosa gravissima e denota una classe dirigente non all’altezza. Ma c'è un principio importante: ognuno è libero, ma un medico che non vaccina o non si vaccina è un medico che non fa il suo lavoro. Paradossalmente questo provvedimento ha ricompattato il settore perché sui 400 mila medici che ci sono in Italia, i No Vax saranno quanti? Un migliaio? Forse meno. La stessa maggioranza degli italiani è a favore dei vaccini. Da cosa nasce questo provvedimento? È il frutto di una dissociazione tra chi durante la pandemia era in prima linea, prendeva decisioni, faceva fatica, e tutti gli altri. Sembrerebbe una rottura tra il mondo medico e una parte della politica. Ed è un insulto e una delegittimazione di tutti coloro che hanno lavorato per il bene pubblico. #Vaccini #Salute #Covid19

Il Post 3w

Dopo l'invasione dell'Ucraina, Tbilisi ha visto l'arrivo di decine di migliaia di russi, principalmente dissidenti e giovani uomini in fuga dalla mobilitazione, il che ha trasformato la città sia dal punto di vista linguistico che economico, aumentando i costi della vita e dando vita a una società parallela russa che fatica a integrarsi nel contesto locale. #Tbilisi #Migrazioni #Russia

I russi stanno trasformando Tbilisi

Gli attacchi ucraini di queste settimane stanno trasformando la Crimea in un luogo invivibile. La penisola si trova attualmente divisa in fasce di gravità, con blackout che non sono più semplici interruzioni temporanee, ma veri e propri distacchi strutturali (nel video la centrale di Balaklava, dopo l’attacco di ieri). Nei distretti settentrionali e centrali, in particolare a Dzhankoi (snodo logistico e ferroviario vitale per le truppe russe), Armyansk e Krasnoperekopsk, intere comunità sono rimaste completamente senza elettricità per oltre sette giorni consecutivi. Nelle località balneari come Alushta, Yevpatoria e villaggi limitrofi, l'energia elettrica viene erogata secondo un severissimo piano di razionamento rotativo: solo 2 ore di luce a fronte di 10-12 ore di blackout continuo. A Sebastopoli (550.000 abitanti) e Simferopoli, i blackout interessano la quasi totalità della popolazione civile, con turnazioni di 2 ore di elettricità seguite da 6 ore di distacco programmato. La corrente viene garantita in modo prioritario solo ai comandi militari, ai sistemi di difesa aerea e ad alcune strutture governative ed ospedaliere. Il collasso prolungato della rete elettrica ha innescato un effetto a catena estremamente pesante sulla vita quotidiana e sulle attività economiche. Innanzitutto la crisi idrica ed emergenza sanitaria: Il fermo delle stazioni di pompaggio elettriche ha interrotto l'erogazione dell'acqua corrente in molti distretti (come quello di Rozdolne). Nei villaggi rurali del nord, l'acqua potabile distribuita con le autobotti ha raggiunto prezzi esorbitanti a causa del costo del carburante per i trasporti. Senza ripetitori alimentati, ampie porzioni della penisola sono isolate, prive di segnale telefonico e connessione internet. Gli sportelli bancomat (ATM) sono fuori servizio e i distributori di carburante faticano a erogare benzina, costringendo i negozi rimasti aperti (grazie a piccoli generatori d'emergenza) ad accettare esclusivamente pagamenti in contanti. Le spiagge di Feodosia, Sudak e Yalta sono deserte. La mancanza di servizi essenziali, aria condizionata e acqua ha spinto i turisti russi a cancellare le prenotazioni e molti coloni a tentare di lasciare la penisola, creando lunghe code di auto verso il ponte di Kerch. Ovviamente la mancanza di energia, acqua, comunicazioni e carburanti causa problemi insormontabili di approvvigionamento anche alle forze armate ed ai sistemi di difesa della penisola, la quale, secondo molti analisti, è destinata a svuotarsi e a rendere costosissima ed insostenibile la sua difesa ad oltranza da parte della Russia. #Crimea #Ucraina #Blackout

Provocazione o Insulto? Perché smettere di confonderli cambierà il modo in cui discuti Introduzione: Il Calore dello Scontro Nel cuore di una disputa accesa, quando la pressione dialettica sale, è comune percepire un’istanza dell'interlocutore non come un contributo al tema, ma come una minaccia identitaria. In quel momento, la nostra architettura cognitiva sembra collassare sotto il peso di una reazione pre-razionale: facciamo fatica a distinguere tra un pungolo intellettuale e un attacco personale. Le riflessioni di L.S. annotate nel suo "Diario XII" nel giugno 2026, mettono a nudo questa fragilità psicologica. L'autore stesso ammette di lasciarsi talvolta suggestionare da una tendenza pericolosamente moderna: l’assimilazione della provocazione all'insulto. Se persino chi analizza professionalmente le dinamiche comunicative fatica a riconoscere il confine, è evidente che ci troviamo di fronte a un nodo cruciale della nostra fenomenologia relazionale. Perché cediamo così facilmente all'istinto di replica, rinunciando a comprendere la reale natura dello scontro? L'Illusione della Somiglianza: Una Questione di Forma La confusione tra provocazione e insulto nasce primariamente da un inganno estetico. Siamo abituati a pensare che una comunicazione razionale debba essere necessariamente garbata e formale; quando invece la provocazione si manifesta in una veste rozza, goffa o persino astiosa, il nostro sistema di difesa la cataloga immediatamente come ostilità gratuita. È l'incapacità di distinguere tra l'estetica della consegna e l'intento del messaggio. La provocazione è spesso un'invitante sfida logica travestita da minaccia; tuttavia, la sua superficie ruvida innesca un istinto di risposta speculare che ci impedisce di guardare oltre la crosta del linguaggio. Ci fermiamo all'istinto di replica perché interpretiamo la sgradevolezza del tono come una prova dell'assenza di contenuto, ignorando che la verità può talvolta indossare abiti scomposti per scuotere le nostre certezze più radicate. La Provocazione come Strumento Razionale Contrariamente alla percezione comune, la provocazione non è un atto di chiusura, ma un'operazione euristica. Essa è intrisa di una tagliente razionalità che mira a forzare l'analisi e a spingere il confronto verso territori inesplorati. Nonostante l'apparente aggressività, la provocazione riconosce la dignità intellettuale dell'altro, considerandolo un soggetto capace di sostenere una tensione dialettica elevata."La provocazione chiede qualcosa."Questo passaggio del diario chiarisce l'essenza dell'atto: la provocazione è una domanda, un’istanza che esige un approfondimento o una difesa logica delle proprie posizioni. È un invito al gioco dialettico, per quanto duro possa apparire. Chi provoca non vuole distruggere l'interlocutore, ma testare la solidità delle sue fondamenta razionali, offrendo uno stimolo che, se accolto, produce una crescita per entrambi gli attori della discussione. L'Insulto: La Manifestazione del Dolore L'insulto opera su un piano ontologico radicalmente differente. Non è un argomento, né il tentativo di instaurare un dialogo; è, al contrario, la resa dell'intelletto e la manifestazione di un io interiore ferito e brutto. Quando un interlocutore "accusa il colpo" e si sente sopraffatto da un'argomentazione che non riesce a gestire, l'insulto diventa un meccanismo di difesa estremo. È l'estrusione del disagio di chi non ha più strumenti per abitare il piano della ragione. Come nota acutamente L.B., il ricorso all'insulto segnala spesso non tanto una mancanza di capacità intellettiva, quanto una deliberata mancanza di volontà di confrontarsi onestamente."L'insulto sanguina."Questa immagine potente descrive la natura viscerale e disordinata dell'offesa. Mentre la provocazione è chirurgica, l'insulto è una ferita aperta che sporca il campo del discorso. Esso non chiede nulla, non propone nulla: si limita a testimoniare la sofferenza e la "bruttezza" di chi lo scaglia. L'insulto non è un segnale di forza dominatrice, ma il sintomo di una vulnerabilità mal gestita che cerca di nascondersi dietro l'aggressione verbale. La Trappola del Registro: Perché Non Rispondere al Fuoco col Fuoco Il pericolo maggiore in un dibattito non è subire un insulto, ma reagire adottando lo stesso registro dell'avversario. Cedere a questa tentazione significa commettere una profonda ingiustizia alla sincerità delle nostre stesse posizioni. Se permettiamo alla scomposta reazione altrui di dettare le regole della nostra comunicazione, tradiamo l'integrità del nostro pensiero originale. Discendere nel disordine emotivo dell'altro è un atto di auto-sabotaggio filosofico: significa rinunciare alla superiorità della ragione per affogare nello stesso "sangue" dell'insultante. Mantenere la lucidità di fronte a un attacco scomposto non è solo una prova di forza psicologica, ma un dovere etico verso la verità che stiamo cercando di esprimere. Rimanere ancorati alla propria razionalità, anche quando l'altro capitola nell'offesa, è l'unico modo per onestamente onorare il contenuto del proprio discorso. Conclusione: Oltre la Superficie del Dialogo Smettere di sovrapporre provocazione e insulto è un atto di igiene mentale e civile. Dobbiamo imparare a vedere nella prima una richiesta di analisi e nel secondo l'esposizione di una ferita interiore. Sono due polarità opposte: l'una cerca il "più" della conoscenza attraverso lo scontro, l'altra rivela il "meno" della capacità dialettica. In un'epoca di conflitti verbali perenni, recuperare questa distinzione significa restituire nobiltà alla discussione e proteggere la nostra integrità intellettuale dalle reazioni scomposte che, troppo spesso, scambiamo per forza.La prossima volta che ti sentirai attaccato, avrai il coraggio di chiederti se l'altro sta cercando un confronto o se sta semplicemente sanguinando?

Recap #SinnerZverev È curioso come ogni slam racconti il carattere del luogo che lo ospita. Il Roland Garros è elegante e capriccioso. US Open entusiasta e rumoroso. Australian Open moderno e solare. Wimbledon, beh. Wimbledon è aristocratico e punk. Perché l’erba è così: regale e imprevedibile, con le sue liturgie e i suoi rimbalzi dispettosi. È Buckingham Palace e Sex Pistols, Anarchy in the U.K. suonata dall’Orchestra Sinfonica di Londra. Sinner gli accordi per suonare sull’erba li conosce bene, ma se tocchi raramente uno strumento è facile inciampare fra le note. Per questo, i primi turni più che un’ouverture erano stati il saggio di flauto alle medie. A molti cuori di mamma sembrava già Mozart, proprio come al saggio di flauto alle medie. Poi in semifinale contro Nole nella sua testa è scattato qualcosa. Forse perché certi avversari tirano fuori l’orgoglio pure ai sassi. Forse perché era il momento. Per Jannik, questa finale ha un sapore diverso. Perché vincere una volta può essere un caso, la seconda invece è un messaggio. Eppure, come l’anno prima, nell’aria c’è l’odore della terra di Parigi. La stessa terra che sembra aver donato a Zverev nuove certezze. Come se avesse finalmente scacciato la scimmietta dalla spalla, quella che nei momenti decisivi gli infilava un dito nell’orecchio. La partita inizia e il suo tennis è solido, concreto, essenziale. Così si prende il primo set. Sinner fatica, ma non indietreggia e accetta la difficoltà. Il servizio di Sascha sembra un vicolo cieco, a casa ci appelliamo alla clemenza delle Moire, alla cabala, pure al senso di colpa dei tedeschi per la seconda guerra mondiale. La battaglia di logoramento continua fino al sei pari del secondo set. Nella testa di Sinner scatta qualcosa. Forse perché la possibilità di ballare con Linda tira fuori l’orgoglio pure ai sassi. Forse, perché era il momento. Domina il tie break e cambia tutto: nel braccio, nello sguardo. Lo vediamo noi e lo vede Sascha, che non può fare nulla per arginare la marea. Sul match point Jannik tira un missile lungolinea simile a quello che gli aveva regalato il primo slam. Grazie, Moire. Poi si lascia cadere sull’erba. Va ad abbracciare il papà, la mamma, la fidanzata, il team, tre gatti, un raccattapalle e otto sconosciuti tra cui due Lord. Infine, stringendo la coppa al petto, abbraccia anche sè stesso. In conferenza stampa dirà: «Parliamo di cinque slam, ma alla fine sono solo cinque giorni. Ci sono così tanti altri giorni». E in fondo lo sport e tutto qui. Dall’ultimo slam di giorni ne erano passati 365. Molti erano stati buoni, altri meno. Sembrano tanti, se li contiamo con le dita. Ma il tennis segue una matematica diversa: ogni giorno è soltanto un punto di una partita che dura tutta la vita. Tra un punto e l’altro si nascondono i pensieri, come nei rimbalzi della pallina prima di servire: sembra che non stia accadendo nulla, ma è in quel momento che si decide la direzione. Jannik ha appena fatto la storia, ma presto sarà di nuovo lì, tra quei rimbalzi, a scegliere dove andare. #sinner #tennis #wimbledon #Sinner #Tennis #Wimbledon

L'anno scorso eravamo tutti emozionati, con le lacrime agli occhi, per la prima volta di un italiano RE di Wimbledon. Questa volta l'emozione lascia spazio all'incredulità per un bis consecutivo che fino all'altro ieri sembrava fantascienza, all'ebrezza di ammirare il gioco e la testa di Jannik che trionfa in una finale pericolosa e complessa (molto onore a Zverev). Londra chiama Parigi, il remake di un film già visto, perchè nei due titoli storici sull'erba dell'All England Club c'è il comune denominatore della ferita del Roland Garros: nel 2025 i tre match point annullati da Alcaraz, quest'anno il malore contro Cerundolo. È caduto, si è rialzato, è tornato, in una continua evoluzione tecnica e umana. E sono cinque, cinque titoli Slam. La grandezza di Sinner e l'apporto fondamentale del suo team che lo sprona, lo protegge, lavora per migliorarlo nei dettagli tecnici e tattici ma non solo: Vagnozzi, Cahill &Co si assicurano pure che Jannik riesca a stemperare le tensioni con momenti di sano cazzeggio, è pur sempre un 24enne. Leggerezza, costanza e fatica. Il campione, già diventato leggenda, ha la dedizione come segreto della sua superpotenza, il senso della disciplina (ferrea) dietro ogni suo risultato. C'è poi la tenerezza da figlio: durante una finale a Wimbledon, per giunta così tirata, riesce a lanciare occhiatine in tribuna per controllare lo stato d'ansia di mamma Siglinde, la sgama ogni volta che la vede uscire per calmare l'ansia. Cosa sei, Jannik. Che privilegio poter assistere alla tua ERA. #Wimbledon #Tennis #JannikSinner #Slam