“Noi come Europa e come Italia siamo interessati a un futuro in cui si trovi un meccanismo utile di convivenza fra l’Europa e la Russia, perché se lo dice la geografia c’è poco da fare. La geografia vince sulla storia”
“Noi come Europa e come Italia siamo interessati a un futuro in cui si trovi un meccanismo utile di convivenza fra l’Europa e la Russia, perché se lo dice la geografia c’è poco da fare. La geografia vince sulla storia”
Il #Madring è un bel rebus da risolvere e #Ferrari e #Mercedes lo approcciano in maniera diversa ma con risultati simili. Per ora quello di Maranello e di Brackley sono sembrati gli unici due team (insieme a #VCARB) veramente pronti ed a punto su una pista estremamente complicata sotto ogni punto di vista: strategie deployment, guida, gomme, assetto meccanico. Ferrari continua ad andare più forte nei primi due settori, e più piano nel terzo, con più deployment per la rossa fino alla Monumental e man mano meno rispetto alla Mecedes nella seconda parte del giro, ma le differenze sono andate assottigliandosi molto in FP2 rispetto ad FP1. Sono anche spariti a Maranello i picchi di velocità alla fine della Monumental con un miglioramento di performance nel lento, segno di una monoposto più morbida sull'assale posteriore per avere una trazione migliore nel lento, ma che ovviamente deve limitare l'enorme compressione alla fine della curva sopraelevata. Anche a curva 15 e allo snake successivo Mercedes continua a mostrare una maggiore energia disponibile, ma le differenze sono inferiori rispetto alle prime libere e nei cambi di direzioni veloci le monoposto si equivalgono segno che anche la rigidezza al rollio è andata convergendo. La convergenza delle performance in realtà è tale per cui l'ideal lap di #Leclerc e quello di #Antonelli (ottimi p2 e p1 oggi) differiscono di appena 4 millesimi. Mercedes sembra avere un po' più margine di motore rispetto alla rossa. #Redbull sembra avere un buon potenziale di crescita, ma ci sono dei punti della pista che poco si addicono alla monoposto (anche se Max può sempre fare tanta differenza), mentre #McLaren dopo la disastrosa giornata di oggi può ancora fare bene ma parte decisamente da più lontano. Passo gara che a tratti ha visto una buona #Ferrari, soprattutto sul degrado, e con la soft che sembra migliore in gara perché meno sollecitata longitudinalmente, mentre più al limite in qualifica a sopportare la grande coppia in trazione di queste vetture, ma con una lettura dei tempi complicatissima per via del traffico, che sarà un grande problema per tutto il weekend. #SpanishGP #Madring #Formula1 #Ferrari #Mercedes
🇵🇰 Exclusive—Pakistan considers hitting Yemen's Houthis under Mecca pact upon Saudi request – Turkiye Today https://t.co/lN0YFo4hlg #Pakistan #Houthis #SaudiArabia #PK #YE #SA #TR
Remember the Mecca alliance, the “Middle East NATO,” the agreement signed a month ago under which an attack on one is an attack on all? Let’s see how eagerly Turkey and Pakistan will rush to help their ally Saudi Arabia fight the Houthis. Don’t hold your breath. #MeccaAlliance #MiddleEastNATO #SaudiArabia #SA #TR #PK
Primi sprazzi di Jones. Deve far vedere ancora quasi tutto, ma è entrato in una partita clamorosa e ha fatto la sua parte. Ha cercato di calmare Lautaro dopo il giallo, bravissimo nel farsi trovare tra gli spazi. Un po' di pazienza, il tempo necessario per farlo entrare nei meccanismi 🖤💙 #calcio #inter #Jones
SciLight Global South Sustainable Development (GSSD) – Street Art as Participatory Infrastructure and Community Mental Health SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/scilight-global-south-sustainable-development-gssd-sardella-ph-d--grwaf/ È con grande soddisfazione che annuncio la pubblicazione del nostro contributo scientifico, realizzato in collaborazione con il Prof. Matteo Mantuano (Unitré, Università di Milano), con il supporto dello Stramurales International Street Art Festival di Stornara Life APS di Lino Lombardi e la Banda dei Fischietti di Stornara, Puglia, Italy: "Street Art as Participatory Infrastructure and Community Mental Health: The Case of the Stramurales Festival of Stornara Life APS" Global South & Sustainable Development, 2026, 1(1), 6 🔗 https://www.sciltp.com/journals/gssd/articles/2602003135 Pubbllicato dalla Casa Editrice SciLight, con sede presso la Suite 4002 Level 4, 447 Collins Street, Melbourne, Victoria 3000, Australia. Di cosa si occupa questa ricerca? Lo studio analizza il festival internazionale di street art Stramurales di Stornara (Puglia) come intervento innovativo di salute pubblica partecipativa, attraverso le lenti dell'psicologia ambientale, della teoria della resilienza e dell'"EnvironMental Health". Stornara rappresenta un caso paradigmatico di violenza strutturale che affligge il Mezzogiorno rurale italiano: emigrazione giovanile, deterioramento infrastrutturale e disperazione collettiva costituiscono crisi di salute pubblica interconnesse. Il modello Stramurales' fondato dal Maestro Lino Lombardi attraverso l'associazione Stornara Life APS, risponde a queste sfide mediante tre meccanismi democratici fondamentali: la partecipazione volontaria dei proprietari immobiliari, la selezione democratica dei contenuti murali attraverso assemblee comunitarie annuali, e una governance trasparente che impedisce l'appropriazione da parte delle élite politiche locali. Risultati principali I dati ISTAT documentano una riduzione del tasso annuo di emigrazione giovanile da circa 175 per 1000 giovani adulti (2014–2017) a circa 118 per 1000 (2018–2022): una diminuzione di circa il 33% coincidente con l'avvio del festival. Pur non attribuendo causalmente questa variazione al solo intervento, i dati quantitativi si integrano con una ricca evidenza qualitativa: partecipanti che descrivono la propria comunità non più come «un luogo da cui fuggire», ma come «un luogo impegnato nel diventare qualcosa». I meccanismi psicologici documentati (regolazione affettiva, coesione sociale, ricostruzione narrativa e autoefficacia collettiva) sono prodotti non dai murales in sé, ma dal processo democratico attraverso cui essi vengono realizzati. È la governance partecipativa il vero agente terapeutico. Perché importa a livello globale? Attraverso la comparazione con esperienze del Global South (Casa Kolacho a Medellín, progetti post-apartheid in Sudafrica, festival nei favela brasiliani), lo studio dimostra la trasferibilità del modello in contesti di marginalizzazione strutturale profondamente diversi. Il messaggio per le politiche pubbliche è chiaro: la governance democratica dello spazio urbano non è un optional procedurale, ma un intervento terapeutico a pieno titolo, economicamente sostenibile e replicabile. Questo lavoro si inserisce in un percorso di ricerca avviato con la pubblicazione "Street Art as Public Health Infrastructure" sull'Harvard Health and Human Rights Journal della Harvard University, contribuendo a fondare teoricamente e empiricamente l'integrazione tra politica culturale, design urbano e salute pubblica. Sono grato a tutti coloro che, a Stornara, hanno avuto il coraggio di dipingere il proprio futuro.
Freeman della City di Londra: Onoreficenza Ordinaria per Tutti, Onoraria per Pochi. SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/freeman-della-city-di-londra-dal-1996-unonoreficenza-sardella-ph-d--qlt0f/ Abstract La Freedom della City of Londra è un'istituzione di origini medievali documentata fin dal 1237, originariamente concepita per garantire ai cittadini liberi protezione dai vincoli feudali, diritto al commercio e proprietà fondiaria entro le mura della Square Mile (la denominazione del territorio della City londinese). Progressivamente trasformatasi da privilegio economico concreto a riconoscimento civico e simbolico, essa ha mantenuto nel tempo la propria rilevanza attraverso successive riforme normative (notevolmente l'apertura a tutte le nazionalità nel 1996) e conta oggi circa 1.800-2.000 nuove ammissioni annue. Il presente articolo esamina l'evoluzione storico-giuridica del titolo, illustra le molteplici vie di accesso previste dalla normativa vigente (servitù per apprendistato, patrimonio, riscatto per nomina diretta, presentazione tramite le Livery Company (o Compagnie di Livrea) e iscrizione al registro elettorale), e analizza il profilo contemporaneo dei Freemen alla luce di ammissioni recenti a figure di spicco dei mondi della finanza, della cultura, dello sport e delle istituzioni. Contrariamente all'immagine elitaria che circonda molte onorificenze britanniche, la Freedom ordinaria si rivela accessibile a qualsiasi persona, indipendentemente da nazionalità o condizione economica, a fronte di requisiti minimi e di una quota amministrativa di £180-185. Il contributo conclude riflettendo sul significato contemporaneo dell'istituzione: non nei privilegi residuali ormai perlopiù simbolici, ma nella sua funzione identitaria, civico-partecipativa e di connessione con la lunga storia della città più antica e autorevole d'Europa. Parole chiave: Freedom of the City of London; Livery Companies; City of London Corporation; onorificenze britanniche; identità civica urbana. Contenuto dell’articolo Introduzione Nel panorama delle onorificenze storiche britanniche, poche istituzioni evocano un immaginario così ricco come la Freedom della City di Londra. Menzionata in film, romanzi e articoli di costume con toni di esclusività e mistero, essa appare frequentemente associata a figure di altissimo profilo: sovrani, capi di Stato, comandanti militari di ritorno dalle guerre. Eppure, a uno sguardo più ravvicinato e metodicamente documentato, emerge un quadro assai diverso: quello di un titolo che, nella sua dimensione ordinaria e non onorifica, è oggi accessibile a un numero considerevole di persone ogni anno, senza che siano richiesti meriti straordinari né mezzi economici elevati. Il presente contributo si propone di esaminare l'istituzione nella sua duplice valenza, storica e contemporanea, con l'obiettivo di sfatare l'equivoco più diffuso: quello che confonde la Freedom ordinaria con la Honorary Freedom (o Freeedom onoraria) quest'ultima effettivamente rara e riservata a figure di standing internazionale. L'articolo ripercorre le origini medievali e l'evoluzione normativa (§ 2), illustra le vie di accesso vigenti (§ 3), discute requisiti, costi e procedimento (§ 4), analizza la composizione contemporanea del corpo dei Freemen (§ 5), esamina diritti, privilegi e obblighi (§ 6), passa in rassegna i destinatari più illustri degli ultimi decenni (§ 7), e conclude con alcune riflessioni sul significato odierno dell'istituto (§ 8). Origini e Sviluppo Storico dell'Istituzione La Freedom della City di London è documentata fin dal 1237, durante il regno di Enrico III, come forma di status civico che designava gli individui non soggetti a un signore feudale e quindi titolari delle protezioni garantite dalle carte della City. In questa accezione originaria, il termine freeman indicava l'uomo libero in senso pieno: colui che poteva commerciare liberamente nel perimetro della Square Mile, il Miglio Quadrato, possedere beni e aderire alle corporazioni di mestiere senza interferenze esterne. I privilegi pratici erano di portata concreta e direttamente funzionali all'economia medievale: esenzione da determinati pedaggi, tra cui il celebre diritto di condurre greggi di pecore attraverso il London Bridge senza pagamento, concessione radicata nel commercio della lana che dominava l'economia inglese, protezione contro l'arresto arbitrario fuori dalla giurisdizione della City, e accesso ai mercati regolamentati dalle corporazioni. Come confermato dalle successive riemissioni della Magna Carta da parte di Enrico III nel 1225, tali libertà erano intrinsecamente legate all'autogoverno della City, che le difendeva dall'ingerenza regia e baronale. La progressiva codificazione dell'istituzione avvenne attraverso ordinanze regie a partire dal XIV secolo: nel 1319 Edoardo II emanò costituzioni che limitavano l'accesso alla Freedom ai membri delle corporazioni di mestiere, vietando l'ammissione di estranei non affiliati e formalizzando così la "servitù per apprendistato" come via principale per i nuovi entrati, mentre la via patrimoniale garantiva la continuità per le famiglie già stabilite. I monarchi successivi , da Edoardo III in poi, confermarono ripetutamente le libertà cittadine attraverso carte concesse spesso in cambio di prestiti finanziari, consolidando l'autonomia della City e il suo ruolo di creditore della Corona. Nel XIX secolo, con l'industrializzazione e l'espansione demografica di Londra, il controllo corporativo sul commercio si rivelò sempre meno applicabile: il Municipal Corporations Act del 1835 ampliò l'eligibilità a chiunque vivesse, lavorasse o avesse un legame significativo con Londra, sganciando parzialmente il titolo dall'appartenenza corporativa e trasformandolo progressivamente in una distinzione onorifica a carattere civico. Nel corso del Novecento ulteriori riforme inclusivizzarono l'accesso: le donne, già ammesse informalmente come vedove ereditiere in epoche precedenti, ma formalmente escluse dalle vie standard, videro riconosciuto il diritto all'ammissione ordinaria, con Angela Burdett-Coutts che aveva già ricevuto la Honorary Freedom (Freeedom Onoraria) nel 1872 e Florence Nightingale nel 1908, mentre la parità formale si consolidò nel XX secolo. Infine, nel 1996, fu abolito il requisito della cittadinanza britannica o del Commonwealth, aprendo il titolo a qualsiasi nazionalità. Le Vie di Accesso: Quadro Normativo Vigente La normativa vigente, gestita dalla Corte del Ciambellano della City of London Corporation, prevede cinque principali modalità di accesso alla Freedom della City londinese, che riflettono i diversi legami storici tra l'individuo e le istituzioni cittadine. Per servitù (by servitude) conferisce il titolo al completamento di un apprendistato formale secondo la Consuetudine di Londra, tradizionalmente della durata di sette anni, presso un maestro freeman di una Compagnia di Livrea (Livery Company). Questa via, la più antica e di maggior portata storica, verifica il merito attraverso la competenza pratica e la lealtà alla corporazione; gli apprendisti finali vengono ammessi senza necessità di approvazione della Court of Common Council qualora iscritti al registro elettorale della City da almeno un anno, e in tal caso non è previsto alcun contributo economico. Per patrimonio (by patrimony) conferisce l'eligibilità automatica ai figli di Freemen, purché il genitore detenesse questo titolo al momento della nascita del candidato e sia fornita adeguata documentazione. Storicamente limitato ai figli maschi, fu esteso alle figlie con il Municipal Corporations Act del 1835. Il candidato doveva aver compiuto il diciottesimo anno di età, non essere un "fallito non riabilitato" e non avere condanne penali rilevanti. Per riscatto (by redemption) costituisce la via aperta a chiunque: il candidato presenta domanda alla Corte del Ciambellano, supportato da due garanti, i Consiglieri Comunali, Aldermen o Liverymen con almeno un anno di atttvità che attestano la sua reputazione, e la pratica è esaminata dal Vicecomitato delle Ammissioni alla Freedom (Freedom Applications Sub-Committee) e approvata dalla Corte del Consiglio Comunale. La quota amministrativa (Freedom Fine) ammonta a £180 dalla revisione tariffaria del 1° aprile 2024 (£185 nella modalità per nomina diretta). Per i candidati iscritti al Ward List, il registro elettorale della City, la procedura è gratuita. La presentazione tramite Compagnia di Livrea (Livery Company) è la via più frequentemente percorsa nella prassi contemporanea: il candidato diviene dapprima membro della propria corporazione di riferimento, a sèguito di una procedura variabile per ciascuna delle 113 Compagnie di Livrea attualmente attive, e successivamente invia la domanda online alla Corte del Ciambellano per il passaggio alla Freedom della City, con approvazione nella quasi totalità dei casi di carattere routinario. Requisiti, Costi e Procedimento I requisiti per l'accesso alla Freedom ordinaria sono di una semplicità sorprendente rispetto all'aura di esclusività del titolo. Il candidato deve aver compiuto diciotto anni, non essere un "fallito non ristabilito" e non avere condanne penali non ancora estinte ai sensi del Rehabilitation of Offenders Act del 1974. Non è previsto alcun requisito di nazionalità, residenza, livello di istruzione o stato patrimoniale. La documentazione richiesta è di carattere anagrafico standard: certificato di nascita integrale, eventuale certificato di matrimonio o documento attestante il cambio di nome, e se mediante presentazione, il certificato di appartenenza della corporazione di riferimento. La domanda viene inoltrata online tramite il portale della City of London Corporation. La cerimonia di ammissione si svolge alla Guildhall di Londra, nell'Aula Tribunalizia del Ciambellano, ogni giorno feriale tra le 10:30 e le 12:00 e tra le 14:00 e le 15:30. Il neo-Freeman è invitato a leggere ad alta voce la Dichiarazione di un Freeman (Declaration of a Freeman) e a firmare il Registro delle Ammissioni, ricevendo al termine il certificato calligrafato su pergamena e una copia delle Regole di Condotta di Vita (Rules for the Conduct of Life), il documento settecentesco di orientamento morale che invita il titolare a condurre una vita retta, compassionevole e socialmente attiva. Per chi non possa recarsi fisicamente a Londra, la City Corporation ha mantenuto la possibilità di svolgere la cerimonia in modalità virtuale, introdotta durante la pandemia e successivamente conservata. Composizione Contemporanea del Corpo dei Freemen Un dato empirico significativo contribuisce a ridimensionare la dimensione elitaria del titolo: ogni anno vengono ammesse tra le 1.800 e le 2.000 nuove persone, in un corpo complessivo che conta oltre 300.000 ammissioni documentate nel corso dei secoli. Come rileva la stessa City of London Corporation, i Freemen contemporanei comprendono "un'ampia sezione trasversale della popolazione", includendo professionisti, studenti, artigiani, imprenditori, personale militare e cittadini stranieri. Il crescente apporto di studenti universitari, spesso presentati in gruppi dalle proprie istituzioni accademiche e di professionisti internazionali, ha ulteriormente ampliato la base demografica. La cerimonia di gruppo del 2024, in cui 40 individui provenienti da settori che spaziano dalla scienza alla medicina, dall'imprenditoria alle iniziative per la diversità, hanno ricevuto il titolo simultaneamente, esemplifica questa apertura. Va ribadita, tuttavia, una distinzione fondamentale: la Freedom Onoraria della City di Londra costituisce un'istituzione del tutto separata e di portata radicalmente diversa. Concessa dalla Corte of Consiglio Comunale con una risoluzione speciale, è riservata a figure di eccezionale statura internazionalte tipicamente meno di una dozzina di concessioni annue e rappresenta, nelle parole della stessa City Corporation, il massimo onore che essa possa conferire. È questa la Freedom di cui hanno goduto Winston Churchill, la regina Elisabetta II e, più di recente, la presentatrice televisiva Rachel Riley (ottobre 2025) per il suo impegno nell'educazione alla Shoah e nella lotta all'antisemitismo. La confusione tra le due forme è la principale responsabile della percezione distorta dell'istituto nel dibattito pubblico. Il Significato Contemporaneo: tra Identità e Partecipazione Se la quasi totalità dei privilegi pratici un tempo associati alla condizione di Freeman è oggi scomparsa o ridotta a forma cerimoniale solenne, ciò che persiste è il potente valore simbolico e identitario del titolo. La cerimonia conserva elementi di solennità rituale la lettura della Dichiarazione, la firma sullo storico Registro delle Ammissioni, il ricevimento del certificato calligrafato su pergamena, che inscrivono il nuovo Freeman in una catena di continuità di quasi otto secoli, collegando figure eterogenee attraverso un legame condiviso con la storia del Miglio Quadrato (o Square Mile). La nobile istituzione londinese svolge altresì una funzione di coesione nell'ecosistema della City e delle Compagnie di Livrea: le 113 corporazioni attive hanno erogato collettivamente oltre 81 milioni di sterline in attività benefiche nel 2024, con programmi di formazione professionale, borse di studio e apprendistati tecnici che preservano competenze specializzate in settori economicamente rilevanti. Essere Freeman costituisce un prerequisito formale per l'avanzamento a Liveryman, e quindi per l'esercizio dei diritti elettorali nella governance della City: un residuo di democrazia corporativa che, per quanto distante dai modelli di suffragio universale, mantiene una sua logica istituzionale nell'architettura giuridica unica del Miglio Quadrato londinese. Critici di orientamento progressista hanno rilevato che il sistema favorisce reti consolidate e accessi per via ereditaria o professionale, potenzialmente escludendo strati più ampi della popolazione londinese con un bacino di Freemen viventi ben inferiore all'1% dei nove milioni di residenti nella Grande Londra (Great London). Tuttavia, i dati sulle ammissioni recenti, con riconoscimenti che spaziano dall'imprenditoria africana allo sport comunitario, dalla radiofonia alla medicina, suggeriscono una traiettoria di apertura progressiva che, pur senza raggiungere la piena rappresentatività demografica, testimonia la volontà istituzionale di mantenere l'istituto come tradizione viva piuttosto che reliquia esclusiva. Conclusioni L'analisi condotta permette di formulare alcune considerazioni conclusive. La Freedom della City, quella ordinaria, è oggi un'onorificenza accessibile a una platea ben più ampia di quanto l'immaginario collettivo suggerisca: i requisiti di ammissione sono minimi, i costi contenuti, le procedure relativamente snelle e aperte a qualsiasi nazionalità. La persistente confusione con la Freedom Onoraria, riservata a figure di eccezionaleelevatura internazionale, è la principale responsabile di una percezione distorta che merita di essere corretta. Il valore contemporaneo del titolo non risiede nei privilegi residuali, ormai perlopiù solenni e cerimoniali, ma in tre dimensioni complementari: quella identitaria, che connette il titolare a quasi otto secoli di storia istituzionale; quella civico-partecipativa, che attraverso l'accesso alle Livery Companies e al sistema elettorale della City inserisce il Freeman in reti realmente operative; e quella comunitaria, che attraverso i meccanismi di riconoscimento onorifico celebra contributi di portata e provenienza sempre più eterogenee. In questo senso, la Freedom rappresenta un caso di studio istruttivo su come le istituzioni storiche possano reinventarsi senza perdere autenticità, mantenendo vivo il proprio significato attraverso l'inclusione piuttosto che l'esclusione. Riferimenti e Fonti: City of London Corporation. (2024). Freedom of the City of London. https://www.cityoflondon.gov.uk/about-us/law-historic-governance/freedom-of-the-city Guild of Freemen of the City of London. (2025). Freedom of the City. https://www.guild-freemen-london.co.uk/freedom-of-the-city Livery Committee. (2025). Freedom of the City. https://liverycommittee.org/about/membership-freedom-and-livery-clothing/freedom-of-the-city/ Municipal Corporations Act 1835. UK Parliament. Rehabilitation of Offenders Act 1974. UK Parliament. Grokipedia. (2025). Freedom of the City of London. https://grokipedia.com/page/Freedom_of_the_City_of_London City Solicitors' Educational Trust. (2025). Applying for the Freedom of the City of London. LondradaVivere.com. (2025). La "Freedom of the City of London": un'antica libertà ancora viva. City of London Corporation. (2023). Livery Companies: Charitable Activities Report 2024. ONS / City of London Corporation. (2023). Financial Services Contribution to UK GDP.
The Psychologist – The British Psychological Society – Quando i Muri Diventano Benessere SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/psychologist-british-psychological-society-when-sardella-ph-d--jl9df/ Dr Luciano Magaldi Sardella e il Professor Matteo Mantuano parlano di come lo "Stramurales International Street Art Festival" e l'arte di strada partecipativa transforma la salute mentale urbana. Link: https://www.bps.org.uk/psychologist/when-walls-become-wellness The Psychologist, The British Psychological Society by esteemed Dr. Joe Sutton, Head of Science Communication at BPS. Contenuto dell’articolo In un torrido pomeriggio del giugno 2018, ci trovavamo nella piazza centrale di Stornara, una piccola città agricola della Puglia, nel Sud Italia, ad assistere a qualcosa di straordinario. L'artista locale Lino Lombardi stava facilitando un acceso dibattito tra i residenti su quali progetti murali avrebbero dovuto ornare i muri fatiscenti della loro città. Ciò che ci colpì non fu l'arte in sé, bensì la trasformazione che vedemmo negli occhi di persone che, solo pochi mesi prima, avevano descritto la loro città natale come un luogo da cui fuggire. Erano individui che reclamavano la propria narrazione, votavano sul proprio futuro, dipingendo letteralmente sopra decenni di declino. Siamo psicologi ambientali e di comunità che hanno trascorso oltre un decennio a studiare come gli ambienti costruiti plasmino i risultati in termini di salute mentale. La ricerca del Dottor Luciano Magaldi Sardella si concentra sugli interventi artistici partecipativi nelle comunità rurali in declino, mentre il Professor Matteo Mantuano è specializzato nei meccanismi psicologici dell'empowerment comunitario e dell'agentività collettiva. Quando venimmo a conoscenza del festival Stramurales all'inizio del 2018, riconoscemmo in esso una rara opportunità di osservare l'arte urbana partecipativa come potenziale strumento per affrontare la crisi della salute mentale che affligge le città in via di spopolamento del Sud Italia. Nel corso degli ultimi sette anni abbiamo condotto un'ampia ricerca sul campo a Stornara — intervistando i residenti, documentando l'evoluzione del festival e analizzando i suoi impatti psicologici e sociali. Ciò che abbiamo trovato a Stornara era qualcosa di ben più significativo di un'innovativa iniziativa artistica guidata dalla comunità. Era la psicologia ambientale in azione — che ridefiniva la nostra comprensione del rapporto tra ambienti costruiti, arti partecipative e salute mentale. La Crisi Nascosta alla Vista di Tutti Ricerche recenti rivelano un'allarmante convergenza di crisi ambientali e della salute mentale che rimane curiosamente poco esaminata nel discorso psicologico. La ricerca sulla salute mentale riceve appena il 2,3 per cento dei finanziamenti complessivi del National Institute of Health. Non possiamo sapere quanta parte di questi riguardi i nostri ambienti — sia naturali che costruiti — che plasmano in modo fondamentale il nostro benessere psicologico. Il campo di recente proposta denominato "EnvironMental Health" sottolinea che il deterioramento degli ambienti costruiti correla significativamente con stress elevato, isolamento sociale e peggioramento dei risultati in termini di salute mentale. Le comunità rurali del Sud Italia incarnano questa crisi. Tra il 2002 e il 2017, la regione del Sud Italia ha perso circa due milioni di residenti a causa della migrazione, prevalentemente giovani adulti tra i 15 e i 34 anni. Questo esodo ha creato ciò che Johan Galtung ha descritto come "violenza strutturale" — assetti sistematici che impediscono alle comunità di realizzare il proprio potenziale. Il tributo in termini di salute mentale si manifesta non solo in diagnosi individuali, ma nella disperazione collettiva, nell'erosione del capitale sociale e in comunità che guardano il proprio futuro emigrare letteralmente. Stornara esemplificava questa traiettoria. Nel 2017, questo comune di 6.000 abitanti affrontava la familiare spirale: la contrazione economica che precipitava l'emigrazione giovanile, accelerando il deterioramento delle infrastrutture e alimentando un ulteriore declino. I muri crollavano. Le attività commerciali chiudevano. La speranza evaporava. Poi qualcosa cambiò. La Rivoluzione Stramurales: Democrazia attraverso l'Arte Ciò che è emerso a Stornara trascende il convenzionale turismo culturale. Il Festival Internazionale di Street Art Stramurales opera attraverso tre meccanismi democratici fondamentali che lo distinguono dai superficiali progetti di abbellimento urbano. Organizzato attraverso Stornara Life APS — un'associazione a iscrizione aperta fondata dal Maestro Lino Lombardi — il festival previene la cattura elitaria attraverso la partecipazione volontaria dei proprietari degli immobili, garantendo l'assenza di coercizione; la selezione democratica dei contenuti attraverso la votazione annuale della comunità sui temi del festival e sulle proposte di murales; e una governance trasparente e inclusiva che dà a tutti i residenti voce in capitolo nella direzione del festival. Questa architettura partecipativa facilita ciò che l'Organizzazione Mondiale della Sanità descrive come "empowerment comunitario" — processi che consentono alle comunità di aumentare il controllo sui fattori determinanti che influenzano la loro salute. Recenti studi sul campo a Vienna dimostrano che gli interventi di arte urbana riducono stress e ansia migliorando al contempo gli stati d'umore, ma Stramurales va oltre, incorporando la creazione artistica all'interno di strutture decisionali democratiche. Quando i residenti offrono volontariamente i propri muri e votano sui contenuti, compiono atti di investimento materiale e psicologico. Questo ripristino dell'agentività collettiva — la convinzione che i residenti possano plasmare il futuro della propria città natale anziché limitarsi ad assistere al suo declino — affronta direttamente la violenza strutturale che erode la salute mentale. Tra il 2020 e il 2025, Stornara ha registrato un notevole incremento delle entrate turistiche nonostante le perturbazioni causate dalla pandemia. Nuove attività commerciali hanno aperto i battenti. Un emigrato originario di Stornara, tornato a malincuore nel 2017 per assistere i genitori anziani, lavora ora come guida turistica e descrive Stornara come "la città più bella d'Italia". Non si tratta semplicemente di indicatori economici. Sono risultati in termini di salute mentale. La Scienza alla Base della Trasformazione La ricerca contemporanea in molteplici discipline valida ciò che i residenti di Stornara sperimentano visceralmente. Una revisione sistematica del 2024, che ha esaminato 79 articoli sottoposti a revisione paritaria, ha identificato come i luoghi dell'arte — dai musei permanenti alle installazioni pubbliche temporanee — stimolino il coinvolgimento della comunità, rafforzino l'identità culturale e favoriscano la coesione sociale. I progetti murali guidati dalla comunità rafforzano specificamente l'identità e l'orgoglio locali, creando nuove routine che incoraggiano le persone a interagire e costruire relazioni. Una recente ricerca sperimentale condotta a Berlino ha rilevato che le mostre d'arte a livello del marciapiede hanno alterato significativamente il legame dei visitatori con il proprio quartiere e la loro soddisfazione nei suoi confronti, migliorando il benessere complessivo. Ciò si allinea con le teorie emergenti sull'impatto della fruizione artistica sulla salute mentale, che individua cinque meccanismi chiave: processi affettivi che regolano le emozioni e lo stress; processi cognitivi che forniscono stimolazione sensoriale e apprendimento; processi sociali che creano esperienze condivise; auto-trasformazione attraverso la riflessione; e costruzione della resilienza per affrontare le sfide. La ricerca in psicologia ambientale dimostra che gli ambienti costruiti operano come interventi terapeutici. Studi sulle strutture di degenza psichiatrica rivelano che gli elementi progettuali che influenzano privacy, controllo, accesso alla luce naturale e, in particolare, l'inclusione di opere d'arte hanno un impatto significativo sui risultati dei pazienti. Se i muri degli ospedali hanno importanza terapeutica, quanto più lo avranno i muri che incontriamo quotidianamente nelle nostre comunità? Il modello Stramurales sfrutta questi meccanismi attraverso il recente concetto di "visual health activism". Diversi murales affrontano esplicitamente temi legati alla salute e ai diritti umani: "Refuge for All Migrants" di Alaniz Niz rappresenta i lavoratori agricoli africani sfruttati; "Turning Our Backs on Migration" di Sabotaje al Montaje sfida le politiche escludenti; "African Child at Sunset" di Devil Art Design ritrae giovani migranti in cerca di un futuro dignitoso. Queste opere affrontano i determinanti sociali della salute attraverso la difesa dei diritti umani. Le politiche migratorie che negano i diritti fondamentali creano vulnerabilità sanitarie — tra cui accesso limitato all'assistenza sanitaria, condizioni di lavoro pericolose e trauma psicologico derivante dalla discriminazione. I murales svolgono una duplice funzione di salute pubblica: affrontano la salute mentale dei residenti, advocando al contempo per le popolazioni i cui diritti alla salute sono sistematicamente violati. Attaccamento alla Terra e Resilienza Comunitaria Il rapporto tra percezione ambientale, identità culturale e resilienza comunitaria ha ricevuto notevole attenzione accademica nel 2024-2025. Ricerche condotte nelle aree rurali della Cina dimostrano che la percezione ambientale degli spazi pubblici influenza la resilienza comunitaria attraverso gli effetti di mediazione concatenati dell'identità culturale e dell'attaccamento ai luoghi. Quando le comunità trasformano i propri ambienti fisici attraverso processi partecipativi, rafforzano simultaneamente i legami psicologici che costituiscono il fondamento della resilienza. Questo spiega perché Stramurales riesce laddove i tradizionali approcci allo sviluppo economico falliscono. Il festival non si limita a creare valore economico — sebbene oltre 150 murales di artisti internazionali attirino ormai migliaia di visitatori ogni anno. Ridefinisce fondamentalmente il rapporto dei residenti con il proprio ambiente, trasformando le narrative del declino in prove di vitalità. Ogni murale democraticamente selezionato diventa ciò che i ricercatori sulla resilienza chiamano un "ancora di speranza" — una prova tangibile che contraddice la disperazione. La teoria contemporanea della resilienza sottolinea che la forza risiede non soltanto nelle infrastrutture fisiche, ma nella coesione sociale. Una recente analisi del design urbano resiliente nei quartieri emarginati americani ha rilevato che il messaggio dei residenti — "Ci piacciono i nostri vicini, ci piace il carattere del luogo in cui viviamo" — rivelava che la resilienza riguarda fondamentalmente le persone e la comunità. Gli interventi progettuali hanno successo quando preservano e rafforzano questi legami sociali, anziché imporre visioni esterne. Stramurales incarna questo principio. I meccanismi di votazione democratica assicurano che l'arte rifletta i valori autentici della comunità, piuttosto che le preferenze degli artisti o dei curatori. Questo previene lo spostamento culturale che spesso accompagna la rigenerazione urbana, in cui i miglioramenti avvantaggiano i nuovi arrivati alienando al contempo i residenti preesistenti. Centrando l'agentività dei residenti, Stramurales costruisce quella che i ricercatori descrivono come "resilienza critica" — una capacità che affronta le disuguaglianze sottostanti anziché limitarsi ad adattarsi ad esse. Il Divario della Partecipazione e l'Accesso Universale Questi risultati risuonano profondamente con le preoccupazioni di lunga data riguardanti l'accessibilità alle arti. La Commissione Warwick del 2015 ha documentato che l'8 per cento più ricco e più istruito della popolazione britannica rappresentava il 44 per cento delle presenze ai concerti di musica dal vivo e il 28 per cento delle visite alle mostre di arte visiva. Questo divario nella partecipazione colpisce in modo particolare le comunità che trarrebbero il massimo beneficio dall'impegno artistico per la salute e il benessere. Ma Stramurales sfida questa narrativa. La street art come infrastruttura di salute pubblica non richiede biglietti d'ingresso, prenotazioni anticipate né capitale culturale per essere apprezzata. Esiste nei luoghi in cui le persone vivono, trasformando i tragitti quotidiani in incontri con la bellezza e il significato. Il processo di selezione democratica garantisce che l'accessibilità si estenda oltre la fruizione alla co-creazione — i residenti non si limitano a guardare l'arte, ma determinano ciò che appare sui propri muri. Ricerche recenti sulle arti partecipative e sulla coesione sociale sottolineano che gli interventi di successo condividono caratteristiche comuni: erogazione nelle comunità locali, approcci non stigmatizzanti, flessibilità, promozione del coinvolgimento sociale, coinvolgimento di mostre ed erogazione entro specifici archi temporali. Stramurales incorpora tutti questi elementi aggiungendo al contempo una genuine governance democratica. Questo è urgentemente rilevante. Le condizioni di salute mentale tra i giovani a livello mondiale sono in aumento, e i servizi tradizionali di salute mentale rimangono cronicamente sottofinanziati. Se non riusciamo a scalare gli interventi clinici per soddisfare la domanda, dobbiamo investire in approcci preventivi di salute pubblica che mirino ai determinanti sociali. Da Stornara al Mondo: Implicazioni per la Pratica Il modello Stramurales offre un modello replicabile che richiede un modesto investimento finanziario ma una sostanziale partecipazione comunitaria. Gli elementi essenziali includono: coinvolgimento volontario, processo decisionale democratico, uso strategico dei social media per il marketing e integrazione delle narrative locali con le pratiche artistiche globali. Diverse città hanno implementato varianti con risultati promettenti. La ricerca sugli interventi artistici negli spazi urbani in Europa e in Asia dimostra che i progetti d'arte partecipativa possono fungere da "social prescribing", migliorando la resilienza psicologica e potenziando il coinvolgimento pubblico. Gli approcci di "tactical urbanism" — interventi su piccola scala e a basso costo per migliorare gli spazi pubblici — incorporano sempre più l'arte come elemento centrale piuttosto che supplementare. Le implicazioni si estendono oltre le singole comunità. I quadri internazionali, tra cui il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, sanciscono i diritti alla salute e alla partecipazione culturale. Gli obblighi degli Stati di conservare, sviluppare e diffondere la cultura dovrebbero sostenere le iniziative culturali guidate dalla comunità che hanno un impatto dimostrabile sui risultati in termini di salute. Come sottolineano le analisi della governance pandemica, le future riforme della politica sanitaria devono affrontare non solo la preparazione biomedica, ma anche le vulnerabilità sottostanti nella resilienza comunitaria e nella coesione sociale. La street art che opera attraverso strutture partecipative rafforza direttamente queste dimensioni. Cosa gli Psicologi Possono Fare Abbiamo un ruolo da svolgere a molteplici livelli. In primo luogo, dobbiamo condurre ricerche che documentino gli impatti sulla salute mentale degli interventi artistici partecipativi. Sebbene esistano prove promettenti, studi metodologicamente rigorosi con campioni adeguati e follow-up a lungo termine rimangono scarsi. Abbiamo bisogno di disegni sperimentali, non solo di studi osservazionali, che esaminino i meccanismi attraverso i quali le trasformazioni ambientali influenzano i risultati psicologici. In secondo luogo, dovremmo sostenere politiche che riconoscano il coinvolgimento artistico come intervento sanitario. Ciò significa supportare il finanziamento della salute pubblica per le iniziative artistiche comunitarie, in particolare nelle aree economicamente depresse dove i tradizionali approcci allo sviluppo hanno fallito. Dovremmo collaborare con urbanisti, architetti e artisti per integrare le arti partecipative nella rigenerazione dei quartieri fin dall'inizio, non come ripensamenti successivi. In terzo luogo, dobbiamo garantire che gli interventi incarnino una partecipazione genuina piuttosto che una consultazione di facciata. Il modello Stramurales ha successo perché i residenti detengono un potere reale. Senza questo, gli interventi artistici rischiano di replicare le strutture di potere esistenti e di accelerare potenzialmente la gentrificazione che allontana le comunità che si propongono di servire. In quarto luogo, dovremmo adottare metodi di ricerca basati sulle arti che mettano al centro le voci della comunità. Approcci collaborativi come il teatro partecipativo, il photovoice e la poetica collaborativa permettono alle comunità di articolare le proprie esperienze e aspirazioni in modi che le tradizionali valutazioni psicologiche non riescono a cogliere. Questi metodi riconoscono che le comunità possiedono una competenza propria riguardo ai propri bisogni e alle potenziali soluzioni. Infine, dobbiamo collocare gli interventi artistici all'interno di quadri più ampi che affrontino la giustizia sociale. L'arte non dovrebbe funzionare come un "cerotto" che maschera le disuguaglianze sottostanti. Dovremmo invece sfruttare il potenziale dirompente delle arti per promuovere quella che i ricercatori definiscono "resilienza critica" — una capacità che sfida le ingiustizie sistemiche anziché limitarsi ad aiutare le persone ad adattarsi ad esse. Ciò significa affrontare non solo i sintomi (il disagio mentale) ma le cause (la violenza strutturale, l'abbandono economico, i fallimenti politici). Ripensare le Infrastrutture Sanitarie Pubbliche Il caso Stramurales impone una riconsiderazione fondamentale di cosa costituisca un'infrastruttura sanitaria. Immaginiamo tipicamente cliniche, ospedali, farmacie — istituzioni biomediche che erogano trattamenti per condizioni diagnosticate. Ma cosa succederebbe se l'intervento di salute mentale più efficace per una comunità in declino non fosse una nuova struttura psichiatrica, bensì processi democratici che consentano ai residenti di trasformare il proprio ambiente visivo? I muri ricoperti di arte selezionata democraticamente, creata attraverso una genuina partecipazione comunitaria, migliorano in modo dimostrabile la salute mentale della comunità operando al contempo i diritti culturali sanciti dal diritto internazionale. Il modesto investimento finanziario richiesto impallidisce di fronte ai costi dei servizi clinici che trattano il disagio prevenibile. Per le comunità che vivono il declino in cui i tradizionali approcci allo sviluppo economico hanno fallito, la street art partecipativa può offrire l'intervento di salute mentale più conveniente, accessibile e sostenibile disponibile. Non si tratta di romanticizzare l'arte o di sminuire le gravi malattie mentali che richiedono cure cliniche. Si tratta di riconoscere che la salute mentale della popolazione richiede di affrontare i determinanti sociali — e che le arti partecipative che prendono di mira gli ambienti costruiti, il capitale sociale e l'agentività collettiva affrontano direttamente questi determinanti. La domanda che la psicologia deve porsi non è se l'arte possa funzionare come intervento sanitario — Stramurales e le prove crescenti dimostrano che può farlo. Piuttosto, la domanda è se possediamo l'immaginazione per ripensare le infrastrutture sanitarie, riconoscendo che una promozione efficace della salute mentale può richiedere tanto il processo decisionale democratico e la partecipazione comunitaria quanto la competenza clinica. Mentre guardavamo i residenti di Stornara votare sui murales in quel pomeriggio di giugno, assistevamo a persone che esercitavano una capacità umana fondamentale troppo spesso negata nel nostro campo: il potere di plasmare il proprio ambiente e, attraverso quella creazione, di guarire. Forse questa è la lezione più vitale che Stramurales offre alla psicologia — che a volte l'intervento più terapeutico non è somministrato da professionisti, ma creato da comunità che reclamano la propria agentività… un muro selezionato democraticamente alla volta. Dr Luciano Magaldi Sardella holds a PhD in Cognitive Leadership at Aspire Institute, Harvard Business School. Professor Matteo Mantuano is Professor of Social Sciences and Psychoeducational Health, Unitré University of Milan, Italy. Photo: 'Kid trapped in a box' mural by Leticia Mandragora References: All-Party Parliamentary Group on Arts, Health and Wellbeing (2017). Creative Health: The Arts for Health and Wellbeing (2nd ed.). Belfiore, E. & Bennett, O. (2024). The social impact of the arts: An intellectual history. London: Palgrave Macmillan. Bone, J.K., Bu, F., Fluharty, M.E., Paul, E., Sonke, J.K. & Fancourt, D. (2024). Who engages in the arts in the United States? A comparison of several types of engagement using data from The General Social Survey. PLOS ONE, 19(1), e0296743. doi:10.1371/journal.pone.0296743 Chatterjee, H.J. & Noble, G. (2024). Museums, health and well-being: A preliminary report for Phase I. UCL Museums & Public Health Research Group. Cohen, G.D., Perlstein, S., Chapline, J., Kelly, J., Firth, K.M. & Simmens, S. (2006). 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"RadioText-RadioSoftware (1983–1989)": Il Primo Programma Radiofonico (dimenticato) della Divulgazione Informatica in Italia SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/radiotext-radiosoftware-19831989-il-primo-programma-sardella-ph-d--hkcpf/ Radiosoftware costituisce il pioniere italiano in assoluto della divulgazione via etere di alfabetizzazione digitale nel Belpaese Abstract Il presente contributo ricostruisce la storia di Radiosoftware, il prilo programma radiofonico italiano che ha anticipato di oltre un decennio la divulgazione della microtelematica, dell'informatica e del digitale, e le moderne modalità di distribuzione digitale del software. Nato nel 1983 presso Radio Popolare e successivamente sviluppato come iniziativa nazionale su Rai Radio 3 dal 1984 al 1989, Radiosoftware rappresenta il primo radioprogramma italiano con divulgazione e trasmissione via etere di software eseguibile per home computer. Attraverso l'analisi della sua evoluzione tecnica, dei contenuti didattici e dell'impatto culturale, questo articolo dimostra come l'iniziativa abbia costituito un precedente significativo nell'alfabetizzazione informatica nazionale, nella democratizzazione dell'accesso al software e nello sviluppo di comunità di programmatori amatoriali, ponendosi come capostipite di un ecosistema mediale dedicato alla divulgazione tecnologica che si è esteso fino all'era contemporanea. Keywords: storia dell'informatica italiana, divulgazione tecnologica, broadcasting digitale, alfabetizzazione informatica, Radio Popolare Introduzione: L'Alba della Divulgazione Informatica in Italia Nel panorama della storia dei media digitali italiani, un capitolo fondamentale rimane poco esplorato dalla letteratura accademica: quello della divulgazione informatica attraverso il mezzo radiofonico negli anni Ottanta. In un'epoca caratterizzata dall'assenza di connettività di rete e da barriere economiche e geografiche nell'accesso alle tecnologie informatiche, la radio si configurò come strumento democratico per la diffusione della cultura digitale nascente. Radiosoftware emerge in questo contesto come iniziativa pionieristica assoluta in Italia, anticipando non solo analoghe esperienze italiane, ma posizionandosi tra i primi esperimenti europei di trasmissione di software via etere. La sua genesi presso Radio Popolare nel 1983 e la successiva evoluzione come programma nazionale su Rai Radio 3 testimoniano un percorso di innovazione tecnica e pedagogica che merita un'analisi approfondita. Contenuto dell’articolo La Fase Originaria: Radio Popolare (1983) La nascita di Radiosoftware presso Radio Popolare nel 1983 costituisce il momento fondativo della divulgazione informatica radiofonica in Italia. In un periodo in cui i personal computer rappresentavano ancora oggetti di nicchia, il programma si propose di esplorare sistematicamente linguaggi di programmazione, architetture hardware e applicazioni pratiche dell'informatica domestica, rivolgendosi a un pubblico eterogeneo composto da studenti, insegnanti, hobbisti e professionisti. Questa prima incarnazione stabilì i paradigmi concettuali che avrebbero caratterizzato l'intera tradizione successiva: accessibilità linguistica, vocazione didattica, attenzione alle dimensioni sociali e culturali della tecnologia, promozione della partecipazione attiva degli ascoltatori. Contenuto dell’articolo L'Evoluzione Nazionale: da Radiotext a Radiosoftware (1984–1989) L'esperienza maturata presso Radio Popolare trovò sviluppo sistematico nell'iniziativa nazionale coordinata da Rai Radio 3. La fase pilota, denominata Radiotext, prese avvio l'11 maggio 1984 come segmento sperimentale all'interno del programma di attualità Un certo discorso, condotto da Pasquale Santoli. Otto episodi da 30 minuti, trasmessi il venerdì alle 16:00 con repliche domenicali, testarono la fattibilità tecnica e l'interesse del pubblico verso la trasmissione di software eseguibile attraverso segnali audio. Curata da Luigi Grimaldi e Giovanni Sighele della Lega Informatica di Firenze, in collaborazione con Arci Media, la fase pilota dimostrò la viabilità del concetto. Nell'autunno del 1984, il formato si consolidò con la denominazione definitiva Radiosoftware, espandendosi a episodi di un'ora e mantenendo la collocazione all'interno di Un certo discorso. Contenuto dell’articolo La terza stagione, inaugurata il 7 febbraio 1986, introdusse una strutturazione tematica articolata in tre segmenti distintivi: "Hard & soft news" (aggiornamenti e recensioni), "Studiare con il computer" (applicazioni didattiche) e "Radio + informatica" (intersecazioni sperimentali tra broadcasting e informatica). Questa fase evidenziò una crescente sofisticazione pedagogica e una maggiore attenzione alle applicazioni educative formali. Nel tardo 1986, il programma acquisì autonomia editoriale, trasformandosi in trasmissione indipendente con collocazione notturna nei weekend. Il 1987 segnò un'innovazione tecnica significativa con l'introduzione dell'interfaccia hardware a 4800 bit/s sviluppata dal Centro Ricerche RAI di Torino, che consentiva la connessione diretta alla porta seriale RS-232, superando i limiti del metodo audio-cassetta. La fase conclusiva, dal febbraio al giugno 1989, adottò un formato quotidiano breve (10 minuti, dal lunedì al venerdì alle 19:45), concentrandosi su software compatibile MS-DOS. Nonostante l'annuncio di un ciclo per il 1990, nessuna trasmissione nazionale è documentata oltre il giugno 1989. Contenuto dell’articolo Il Metodo Audio-Cassetta (1984–1987) La metodologia iniziale replicava i meccanismi di caricamento da cassetta tipici degli home computer degli anni Ottanta. I programmi venivano codificati come sequenze di impulsi audio—rumori elettronici incomprensibili all'orecchio umano—che gli ascoltatori registravano su audiocassette vergini collegando un registratore all'uscita audio della radio. La cassetta registrata veniva successivamente riprodotta attraverso l'interfaccia cassetta del computer, che decodificava i segnali caricando il software in memoria. Questo approccio, basato su tecniche di modulazione simili al frequency-shift keying (FSK), garantiva compatibilità con piattaforme eterogenee quali ZX Spectrum 48K, Commodore 64, Olivetti M10, successivamente estese ad Apple II, MSX, BBC Micro, Olivetti M24 e M28. Ogni episodio trasmetteva sequenzialmente versioni specifiche per ciascuna piattaforma. Sebbene accessibile e rivoluzionario per la distribuzione di massa nell'Italia pre-Internet, questo metodo presentava limitazioni significative: bassa velocità di trasmissione, suscettibilità agli errori indotti da interferenze radio o rumore ambientale, necessità di precise regolazioni di volume e timing. Contenuto dell’articolo L'Interfaccia Hardware RAI-Radiosoftware (1987) Nel 1987, il Centro Ricerche RAI di Torino sviluppò un'interfaccia avanzata documentata nei rapporti CCIR come sistema RAI-Radiosoftware. L'innovazione principale consisteva nella trasmissione diretta a 4800 bit/s utilizzando modulazione bifase organizzata in pacchetti, consentendo la connessione alla porta seriale RS-232 del computer senza intermediazione di cassette. L'interfaccia era progettata per l'indipendenza dal sistema operativo, con software di gestione adattabile per MS-DOS, CP/M e potenziali estensioni future a Macintosh. Per i computer Olivetti M24 e M28 era disponibile una versione con scheda interna. Il Centro Ricerche sviluppò inoltre software di gestione, cassette di test e manuali, considerando una commercializzazione iniziale a circa 90.000 lire. Questa evoluzione tecnica rappresentò un significativo avanzamento in termini di velocità, affidabilità e usabilità, pur mantenendo in parallelo il metodo audio-cassetta per garantire l'accesso universale. Contenuto dell’articolo Tipologie di Software Trasmesso Il catalogo di software distribuito attraverso Radiosoftware rifletteva un'ampia gamma di applicazioni: utilità pratiche (database tematici su moda, musica, itinerari, diete personalizzate), strumenti educativi (programmi didattici per scuole medie, superiori e conservatori), software ludico (giochi come il pentathlon olimpico per Commodore 64), dimostrazioni grafiche e strumenti creativi (basi per composizione musicale, fumetti digitali). Particolarmente significativa fu l'introduzione, dalla terza stagione, di software didattico sviluppato in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione, progettato specificamente per l'utilizzo scolastico in diverse discipline, non limitato all'informatica. Contenuto dell’articolo Partecipazione Comunitaria: La Sezione ORSA L'Osservatorio Radiofonico del Software Autoprodotto (ORSA), riproposto nella terza stagione dal febbraio 1986, costituì uno spazio dedicato alla trasmissione di programmi creati dagli ascoltatori. Questa rubrica trasformò Radiosoftware in una piattaforma bidirezionale, anticipando logiche collaborative che caratterizzeranno decenni dopo le comunità open source e le culture partecipative digitali. La sezione "posta degli ascoltatori" in "Hard & soft news" facilitava inoltre un dialogo continuo con il pubblico, integrando feedback, domande e suggerimenti nella programmazione. Questionari distribuiti alla fine dei cicli e indagini condotte da riviste specializzate come Sperimentare con l'elettronica e il computer fornivano ulteriori meccanismi di valutazione e orientamento editoriale. Contenuto dell’articolo Collaborazioni Istituzionali e Esperimenti Scolastici Nel 1987, Radiosoftware collaborò con l'ITIS Enrico Fermi di Roma per produrre una serie di trasmissioni dedicate allo sviluppo e all'applicazione di software didattico in contesti scolastici. L'iniziativa coinvolse centri di ricezione sperimentali in 60 scuole italiane, dove studenti e insegnanti utilizzavano le interfacce specializzate sviluppate dal Centro Ricerche RAI per catturare e caricare direttamente il software trasmesso. Questi esperimenti posizionarono Radiosoftware come strumento operativo di innovazione pedagogica, estendendo il suo impatto oltre l'utenza hobbistica verso l'integrazione formale nel sistema educativo nazionale. Contenuto dell’articolo Confronto con Esperienze Europee Sebbene Radiosoftware rappresenti la prima iniziativa nazionale italiana, non fu il primo esperimento europeo di trasmissione radiofonica di software. Nei Paesi Bassi, il programma Hobbyscoop dell'emittente pubblica NOS iniziò a trasmettere programmi informatici via radio intorno al 1979-1980, sviluppando successivamente lo standard Basicode (dal 1982). Questo formato standardizzato utilizzava un sottoinsieme ristretto di comandi BASIC e routine di traduzione specifiche per piattaforma, garantendo portabilità attraverso architetture eterogenee mediante modulazione FSK a 1200 bps. Contenuto dell’articolo Nel Regno Unito, The Chip Shop di BBC Radio 4, condotto da Barry Norman e lanciato nel 1984, includeva un servizio "takeaway" che trasmetteva programmi Basicode in orario notturno su VHF. Contenuto dell’articolo Differenziazione Tecnica e Culturale Diversamente dagli approcci basati su Basicode, che privilegiavano la portabilità a livello di linguaggio interpretato, Radiosoftware trasmetteva file eseguibili specifici per piattaforma, spesso in codice macchina, codificati come toni audio analoghi ai segnali di caricamento da cassetta. Questa scelta rifletteva priorità differenti: massimizzare le prestazioni e le capacità specifiche di ciascuna architettura piuttosto che garantire compatibilità universale attraverso un linguaggio standardizzato. L'introduzione successiva dell'interfaccia a 4800 bit/s con connessione RS-232 rappresentò un'ulteriore differenziazione, bypassando completamente la registrazione su cassetta. Queste specificità tecniche testimoniano un percorso di sviluppo autonomo, orientato alle caratteristiche del mercato e dell'ecosistema informatico italiano. Contenuto dell’articolo Transizione verso il Telesoftware Tra il 1988 e il 1989, Radiosoftware fu progressivamente affiancato e superato dal telesoftware trasmesso attraverso Televideo, il sistema teletext di RAI. Definito tecnicamente dal Centro Ricerche RAI in collaborazione con Olivetti, il sistema divenne operativo nel 1989 dopo esperimenti scolastici coordinati con il Ministero della Pubblica Istruzione e Seleco nel 1988. Il telesoftware rappresentava un'evoluzione naturale che spostava la distribuzione dalla radio alla televisione, offrendo vantaggi in termini di capacità di banda e infrastruttura di ricezione già diffusa. Questa transizione rifletteva tendenze più ampie nella convergenza mediale e nell'evoluzione delle tecnologie di broadcasting digitale. Contenuto dell’articolo Obsolescenza e Ascesa di Internet L'emergere di Internet negli anni Novanta rese obsoleti sia i metodi di distribuzione software basati su radio che quelli basati su teletext. Le reti digitali bidirezionali offrivano velocità, scalabilità e interattività incomparabili, trasformando radicalmente i paradigmi di accesso e distribuzione del software. Tuttavia, l'eredità concettuale di Radiosoftware persiste: l'idea di distribuzione massiva di contenuti digitali eseguibili attraverso canali di broadcasting anticipò logiche che riemergono nelle moderne distribuzioni over-the-air di firmware e aggiornamenti software per dispositivi mobili e IoT. Contenuto dell’articolo L'Ecosistema della Divulgazione Informatica Radiofonica Italiana 📻 TIMELINE COMPLETA Dalla nascita della divulgazione informatica in radio all'ecosistema digitale contemporaneo 🟦 1983 — L'ORIGINE Radiosoftware – Radio Popolare (1983) Il primo programma italiano interamente dedicato all'informatica, ai linguaggi di programmazione e ai personal computer. Capostipite assoluto della tradizione italiana di divulgazione tecnologica radiofonica. 🟦 ANNI '80 — I PRIMI EREDI 1984–1989 — Bit, Byte & Musica – Radio Popolare Tecnologia, elettronica, prime reti, cultura hacker. Prosegue lo spirito pionieristico di Radiosoftware, esplorando le dimensioni controculturali e comunitarie dell'informatica nascente. 11987–1990 — Decoder / Cyberpunk – Radio Popolare Prime discussioni sistematiche su BBS, crittografia, telematica alternativa, anticipando tematiche che diventeranno centrali nell'era Internet. 🟩 ANNI '90 — L'ERA INTERNET 1993 — Golem – Radio3 Riflessione critica su media e tecnologie digitali, inserendo la trasformazione tecnologica in un quadro culturale e filosofico più ampio. 1994 — Eta Beta – Radio1 Innovazione, società dell'informazione, trasformazione digitale. Divulgazione tecnologica per un pubblico generalista in fase di prima alfabetizzazione digitale. 1995 — Internetworkcity – Radio Deejay Condotto da Claudio Cecchetto e Marco Camisani Calzolari, rappresenta il primo programma pop-commerciale dedicato a Internet, introducendo email, siti web, chat e cultura cyber al grande pubblico con linguaggio accessibile e approccio divulgativo massificato. 1996–1999 — Mediamente (versione radiofonica) – RAI Divulgazione su Internet, reti, cultura digitale, con particolare attenzione alle implicazioni sociali e cognitive delle tecnologie emergenti. 1997–2000 — Cybernet / Tecnologie e Libertà – Radio Sherwood Software libero, diritti digitali, reti civiche. Prosecuzione della tradizione critica e comunitaria inaugurata da Radio Popolare, con focus su dimensioni politiche e libertarie della tecnologia. Questa timeline evidenzia come Radiosoftware non rappresenti un fenomeno isolato, ma il punto di origine di una tradizione continuativa che ha attraversato oltre quattro decenni. Dai linguaggi di programmazione e dalla trasmissione di software via etere degli anni Ottanta, attraverso le esplorazioni delle BBS e della telematica alternativa, fino all'alfabetizzazione di massa su Internet negli anni Novanta e alle riflessioni critiche su software libero e diritti digitali, si delinea un filo conduttore che testimonia il ruolo del mezzo radiofonico come spazio privilegiato per la mediazione culturale delle tecnologie emergenti. Contenuto dell’articolo Riconoscimento Contemporaneo e Preservazione Archivistica In anni recenti, Radiosoftware ha acquisito rinnovata attenzione come iniziativa pioneristica nella storia dell'informatica italiana. Nel 2024, contributi di studiosi come Andrea Fortuna hanno descritto il programma come capitolo affascinante nella diffusione del personal computing in Italia, sottolineando il suo approccio innovativo alla distribuzione di software eseguibile nell'era pre-Internet. La RAI ha preservato selezioni dalla fase iniziale del programma attraverso piattaforme digitali come RaiPlay Sound, dove una playlist dedicata nella serie "Via Asiago 10" include diversi episodi pilota del 1984, originariamente trasmessi su Rai Radio 3. Sforzi di preservazione da parte di appassionati hanno ulteriormente contribuito a mantenere accessibili porzioni dell'eredità del programma, con registrazioni audio parziali e interviste agli ascoltatori disponibili su siti dedicati. Radiosoftware costituisce un caso di studio significativo per molteplici prospettive disciplinari. Dal punto di vista della storia dei media, rappresenta un'innovazione nell'utilizzo del mezzo radiofonico, estendendo le sue funzionalità oltre la trasmissione di contenuti audio verso la distribuzione di codice eseguibile. Nella storia dell'informatica, testimonia strategie di democratizzazione dell'accesso al software in contesti caratterizzati da scarsità di risorse e infrastrutture. Dal punto di vista pedagogico, anticipa modelli di apprendimento distribuito e comunitario che riemergono nelle moderne piattaforme educative online. La dimensione partecipativa incarnata dalla sezione ORSA prefigura dinamiche collaborative che caratterizzeranno le culture open source. La sua posizione come capostipite di un ecosistema mediale continuativo dedicato alla divulgazione tecnologica—da Radio Popolare attraverso le emittenti pubbliche nazionali fino alle esperienze degli anni Novanta—sottolinea il ruolo del broadcasting radiofonico come infrastruttura culturale essenziale nei processi di alfabetizzazione digitale nazionale. In un'epoca in cui la distribuzione over-the-air di aggiornamenti software è divenuta pratica ordinaria per miliardi di dispositivi connessi, Radiosoftware emerge non come curiosità antiquaria, ma come antecedente concettuale che illumina genealogie tecnologiche spesso trascurate. La sua riscoperta e preservazione archivistica costituiscono operazioni essenziali per una comprensione completa delle radici della cultura digitale italiana.
Grazie, Carletto Di Marco Travaglio Dobbiamo ringraziare Calenda. Non ridete, non è uno scherzo. Non essendo fra i politici più svegli, il liderino di Azione ha il pregio di dire pubblicamente ciò che quelli che contano si dicono in privato. L’altro giorno, con grave sprezzo del ridicolo, ha chiesto di “attivare la nostra proposta di ‘scudo democratico’” per “rafforzare i poteri di indagine dei servizi di sicurezza e la vigilanza social” sui “traditori al soldo di una potenza nemica”, che “non possono essere parte del normale gioco democratico”. Quindi “vanno isolati e perseguiti a norma di legge”. “In Italia e in Europa”: massì, abbondiamo. E chi sarebbero? “Afd, Fronte Nazionale, Futuro nazionale, Lega Salvini, M5S e il Fatto”: cioè i primi partiti in Germania e in Francia, tre partiti italiani e un quotidiano a caso, che sarebbero “alleati e propagandisti, in alcuni con comprovati legami finanziari, con un dittatore che porta attacchi diretti al cuore dell’Europa”. Ergo vanno spiati, processati e messi fuorilegge per salvare nientemeno che “la democrazia europea”. Come in Russia. Ma anche in Ucraina, dove Zelensky ha bandito gli 11 partiti di opposizione. Non male l’idea di salvare la democrazia abolendola. E non è neppure inedita: nel 2024 la Romania annullò il primo turno delle presidenziali perché aveva vinto il candidato sbagliato, il “sovranista” Georgescu, fermato con accuse ancora in attesa di riscontri. Chi si domanda perché, ogni due per tre, i governi europei lanciano allarmi sulla “guerra ibrida” di Putin a suon di droni, fake news e hackeraggi senza lo straccio di una prova (poi cambiano subito discorso perché nessuno si ricordi di chiederla), deve solo incrociarli con le date e i sondaggi delle elezioni nei Paesi Ue. In Spagna, Sánchez – che peraltro è il meno peggio – tracolla sotto il peso di scandali e migranti. E chi accusa per l’invasione di marocchini a Ceuta? I russi, coprendosi di ridicolo e facendosi smentire dalla sua polizia e persino dalla Ue. In Germania si vota in Sassonia-Anhalt e i sondaggi danno la Cdu di Merz ai minimi termini e l’Afd al 40%. E chi accusa il cancelliere per il drone esplosivo non esploso a Lipsia? I russi, senza prove e senza crederci neppure lui, visto che la furibonda reazione promessa si riduce alla chiusura del centro culturale Casa Russia: un petardo contro una bomba. In Italia Tajani vede i sondaggi calanti delle destre al governo e chi accusa? I russi che – testuale – “potrebbero cercare di influenzare i risultati delle nostre elezioni”. Non si sa quando si vota, con quale legge elettorale, con quali coalizioni, ma lui già sa che sarà tutto truccato da Putin. Uno psichiatra bravo parlerebbe di “proiezione”: il meccanismo primitivo che porta il paziente a scaricare sugli altri quello che vuol fare lui. #politica #democrazia #Europa
Four murder-suicides that occurred in a few days in different locations in Italy raise concerns about a possible mechanism of emulation, with experts warning of the importance of recognizing and addressing the deep psychological distress of the families involved. (translated)

#Fp1 dell'#ItalianGP per ora ancora vagamente indicativa. Le squadre hanno sperimentato tutte sia il livello di potenza, sia le strategie di erogazione. Alla fine la macchina giù più a punto è sembrata la #Ferrari, bene nel lento e con una strategia di erogazione che predilige primo rettilineo e poi allungo verso parabolica. Al di là delle velocità minime, sul cronometro la #SF26 è stata molto efficace nel lento, segnale di un setup meccanico già centrato, non sempre facile a Monza con i cordoli delle chicane. #Mercedes per ora sembra preferire usare l'energia verso la Roggia e verso la Ascari, perdendo però tanto appunto nel dritto successivo verso la Parabolica. #Russell molto veloce nelle curve veloci, forse con una vettura un po' più rigida (e con meno fame di energia come è ben noto). #RedBull ha dato buone sensazioni (i più veloci con #Lawson a Lesmo a sorpresa), mentre #McLaren è ancora in fase di ottimizzazione di deployment, non semplice tra cambio e impostazione aero. Vediamo, è ancora tutto da scoprire questo weekend #ItalianGP #Formula1 #Ferrari
#Report si mostra come un dantesco girone infernale, un covo di vipere. Di raccomandati, ricatti, molestie, complicità e omertà. La #Rai non riesce a metterci mano. Vinsi il concorso da giornalista professionista pur non conoscendo nessuno (non come Ranucci, raccomandato da un’amica del tennis e entrato di soppiatto come programmista) e mi dimisi firmando volontarie dimissioni pochi giorni dopo: l’ambientino era quello che appare oggi. I sindacati si sono sempre mostrati deboli quando non conniventi. E allora va rifondato tutto. Il servizio pubblico. I meccanismi di selezione in Rai. Il budget, i controllori. L’Ordine dei Giornalisti, inesistente. Il sistema dell’informazione intero. La rappresentanza sindacale. Seguiranno aggiornamenti. #Giornalismo #Rai #ServizioPubblico
ZEIT — Il Consiglio di Sicurezza nazionale tedesco ha deciso di non attivare il meccanismo di consultazione previsto dall'articolo 4 del Trattato NATO in relazione al tentato attacco con drone a Lipsia, al fine di evitare un'ulteriore escalation #NATO #Germania #Sicurezza
GARLASCO: GEMELLE CAPPA, INTERCETTAZIONI SHOCK Vi aspetto stasera alle ore 20.00 in live su #Twitch per il nostro appuntamento con il TG Crime e le #Garlasco #News. Stefania #Cappa denuncia l'avv. De Rensis, il giornalista De Giuseppe e l'ex maresciallo Marchetto con l'accusa di aver organizzato una "regia occulta" mediatica al fine di far convergere su di lei i sospetti rispetto all'omicidio della cugina #Chiara #Poggi. Ma siamo sicuri che non ci sia dietro un meccanismo di proiezione? Sempre più prove, tra #intercettazioni e SIT, dimostrano come già nel 2007 le Cappa fossero impegnate nel far ricadere la colpevolezza su #Alberto #Stasi, accordandosi tra loro per manipolare la narrazione mediatica. Parleremo poi degli sviluppi sul caso #Pamela #Genini: un'immagine satellitare potrebbe aver immortalato il momento della profanazione della tomba. Come sempre, tantissimo amore giallo a tutti voi che ci sarete 💛💛💛 #Garlasco #News #intercettazioni
Siamo alle comiche finali. #Ranucci e i suoi amici chiedono tutela e difesa dal “metodo Report”, che consiste in: violazione del segreto investigativo, della segretezza delle intercettazioni e chat, diritto di non essere giudicati in base alle amicizie e alle persone che si frequentano, insomma invocano il garantismo. Hanno ragione. Purtroppo il metodo #Report ha talmente inquinato il dibattito pubblico, la cultura di questo paese che temo sia impossibile che questo meccanismo si fermi. Come scrivo spesso, in questo disgraziato paese, la coerenza è estinta. #Garanzia #Giustizia #DibattitoPubblico
🔥 DISMANTLE THE HOSTILE NINE — H9 I am putting nine international structures on my political dismantling list: SCO • BRICS • OPEC • CSTO • EAEU • CIS • G20 • OIC • MECCA DEFENCE ALLIANCE By “dismantle” I mean peaceful political deconstruction: reduce their power, end #PoliticalDismantling #InternationalRelations #GlobalPowerShift #RU #IN #CN #SA #KZ #BR #TR #EG #ID #PK